14 Luglio

14 Luglio

14 Luglio: non è solo una data. E’ un tempo passato che sembra lontanissimo, ma era soltanto poco tempo fa. Anche se è tutto diverso.

14 Luglio. Adesso è tutto diverso.

Mi piacerebbe che la gente comprendesse il dolore che si prova la notte. Alle volte penso che le persone non riescono a capire, non riescono a comprendere il dolore che può provare una persona internamente. E non lo capiscono perché molto probabilmente credono soltanto al dolore che possono vedere. Al dolore che possono fisicamente osservare, che fisicamente possono vedere con i loro occhi. Ma il dolore non è sempre visibile. Il dolore non è sempre davanti agli occhi. Anzi, la maggior parte delle volte il dolore è talmente dentro di noi ed è così radicato che non ce ne rendiamo più nemmeno conto. E continuiamo a viverlo giorno per giorno come se fosse qualcosa di normale, qualcosa che ormai fa parte delle nostre vite.

E mentre sto pensando a queste righe nella mia mente, ritorno indietro con il pensiero a un anno fa, a due anni fa, a tanti anni fa, a quando tutto sembrava avere un senso. Mentre adesso mi ritrovo da solo, in macchina, a scrivere queste righe con il pensiero. Mentre resto fermo a guardare il mondo muoversi, mentre osservo la gente vivere, mentre il caldo è così forte che sembra squarciarti la pelle.

Il problema è che le persone non si rendono conto di quanto male tu possa stare. E questa cosa la so molto bene, specialmente perché mi sono accorto che dopo tanti anni non c’è mai stato qualcuno in grado di osservare davvero il mio dolore, di rendersi conto di tutte le lacrime che ho versato durante la notte. Magari proprio mentre guidavo fermo ad un semaforo, ad aspettare non son neanch’io cosa, a sperare che le cose cambino, a scappare via dal dolore, ma il tempo passa e le persone non ritornano, e il tuo dolore continua imperterrito a resistere, e continua a distruggerti pezzo per pezzo, giorno dopo giorno.

Fa molto male rendersi conto di quanto tutto questo possa distruggerti senza che una sola persona possa rendersene conto. La gente va avanti felice, ostenta la propria felicità, la propria gioia, crede che vada tutto bene, cerca di dimostrare che sta vivendo una vita serena, e poi c’è qualcuno come te che sta camminando da solo in macchina cercando di non sentire il dolore, ma purtroppo il dolore si sente, si sente come, si sente atrocemente e lo senti mentre guardi le strade scorrere via, mentre resti in silenzio a guardare l’ennesimo semaforo che diventa verde, e mentre continui a piangere senza che qualcuno se ne sia reso conto.

Sto facendo proprio quella strada, quella che ogni anno, in questa data, mi permetteva di vedere i fuochi d’artificio della Santa Patrona di Palermo, Santa Rosalia, mentre tutto mi sembrava così bello, così perfetto, così al proprio posto. E ritrovarsi ora in questo silenzio, nel vuoto di questo tempo che sembra così strano, mentre cerchi di ripetere a te stesso che devi farcela, devi guardare avanti, fa molto male, ma fa ancora più male renderti conto che le tue lacrime sono invisibili, che nessuno riesce a rendersi conto della sofferenza che provi, del dolore che senti dentro e a cui vorresti cercare di dare un nome, anche se purtroppo non ci riesci.

E ancora una volta, resti fermo a domandarti, a chiederti che senso possa avere tutto questo, che senso possa avere questo dolore così forte, che senso possa avere questa sofferenza così profonda, di cui nessuno sembra rendersi conto. E nonostante cerchi delle risposte, purtroppo non riesci a trovarne neppure una. Vorrei soltanto non sentire più quel dolore. Vorrei che il tempo tornasse ad essere sereno e libero, come era fino ad un po’ di tempo fa. Ma resto fermo, e mi rendo conto che l’unica cosa che è rimasta è un dolore che non va via in nessuna maniera. Una sofferenza così forte che soltanto tu che la provi e la vivi in prima persona puoi riuscire a comprendere e a sentire davvero.

Poi mi fermo e cerco di rendermi conto di quante cose vorrei cambiassero, di quanta vita e quanto tempo vorrei fosse differente. Ma la verità è che non riesce proprio a cambiare nulla. Non cambia niente e tutto resta sempre allo stesso posto. E le persone continuano a farti del male, e tu continui a farti fare del male dalle persone. Vorrei solo tornare ad avere un po’ di pace, un po’ di serenità. E quel piccolo grande senso di equilibrio, di gioia, di spensieratezza, di costanza e di fiducia che non sento da così tanto tempo.

Mi dicono che è soltanto un periodo. Io ci credo poco, perché questo periodo dura ormai da tanti e troppi anni. E ancora una volta, continuo a percorrere questa strada nel silenzio, mentre vorrei che qualcuno si rendesse conto di queste lacrime.

Mentre il tempo scorre, e questo dolore sembra non volersene andare via.

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