1500 Kilometri di dolore

1500 Kilometri di dolore

1500 Kilometri di dolore, e non sono ancora serviti a rendermi conto che ciò che cerco non lo troverò, forse non più, forse mai più…

1500 Kilometri di dolore… E forse non bastano nemmeno…

Ho calcolato che da quando sono solo ho percorso 1500 kilometri in macchina senza nessuna compagnia, la maggior parte dei quali fatta probabilmente tra le vie cittadine nel cuore della notte.
Sono 1500 kilometri di dolore, percorsi tutti nella stupida illusione di distrarre la mente, come se uscissi ed iniziassi a guidare alla ricerca non so nemmeno più di che cosa. Mi metto alla guida e ripercorro quelle stesse strade, quegli stessi percorsi, quelle stesse curve che ormai hanno un significato completamente differente: rivedo i semafori e ricordo a perfezione cosa dicevo in quel preciso punto, rivedo i palazzi, e ricordo di aver visto costruire quella casa, rivedo le finestre illuminate e torno a pensare che da lì a poco sarebbe finito tutto. Passo ancora davanti a luoghi che avevano un grande senso ed un grande significato per me, mentre la radio torna a mandare in onda quelle stesse canzoni, ma non è rimasto più niente di quei pomeriggi e di quelle sere. Soltanto un mondo chiuso dentro un sacchetto, fatto di qualche ricordo e di qualche lettera. Quei 1500 kilometri rappresentano le lacrime che ho pianto da solo ad ogni semaforo, voltandomi verso il sedile del passeggero e rendendomi conto che non c’è nessuno accanto a me… Cerco una mano, cerco un odore, cerco anche solo un ricordo, ma non è rimasto niente tranne le lacrime che scendono come un velo sugli occhi, tranne quel bruttissimo vuoto che mi porto dentro e che mi sono illuso di lasciarmi alle spalle in questi 1500 kilometri, e in chissà quanti altri ancora… Spero ancora di sentire quelle stesse sensazioni, e stupidamente mi illudo che tornerò ancora a sentire quelle voci, che passerò ancora da quegli stessi luoghi, e che vedremo ancora gli stessi fiori, sentiremo ancora gli stessi odori delle pizzerie, e ascolteremo ancora le stesse canzoni alla radio.

Ma non sono neppure bastati 1500 kilometri per rendermi conto che non è rimasto più niente, tranne un sedile vuoto ed uno ormai dipinto dalle lacrime…

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