A che serve crederci se non c'è nulla in cui sperare?

A che serve crederci se non c'è nulla in cui sperare

A che serve crederci se non c’è nulla in cui sperare? E’ una domanda che mi sono fatto spesso in questi anni, e difficilmente ho trovato risposte…

A che serve crederci se non c’è nulla in cui sperare? Tante volte ho cercato di trovare risposte concrete a questa mia domanda, ma difficilmente le ho trovate davvero, specialmente rendendomi conto che, alla fine, puoi credere in qualcosa che sai essere esistente, che sai essere reale, concreto, tangibile, ma come puoi credere, banalmente, che “le cose cambieranno, che la fortuna girerà dalla tua parte, che arriveranno amori, soddisfazioni, e le speranze diverranno certezze?”

A conti fatti, si tratta sempre e comunque di quel famoso, solito, perdere il tempo appresso ad illusioni che qualcuno si ostina a chiamare “speranze”, che, si, ti addolciscono la piccola, ma, contemporaneamente, ti nascondono la triste e scomoda realtà, ed è una realtà che conosci bene e del quale sei consapevole, ovvero che le cose non cambiano proprio per niente, anzi, al più, ti illudono di cambiare per poi ritrovarti sempre allo stesso modo, se non anche peggio. E questo, francamente, è assurdo, oltre che essere inaccettabile.

Credo sia anche per questo che ho rinunciato ai miei sogniperché – e ribadisco che non rimpiango la mia scelta – si tratta soltanto di belle illusioni per ingannare il tempo e se stessi, ma, concretamente, si tratta di situazioni che non potranno mai cambiare le cose che vivi, che provi, che senti, e se il tuo destino è scritto, e se sai che le cose vanno così e continuano ad andare così, non puoi illuderti che, per magia, tutto cambi e diventi diverso, semplicemente perché non accadrà, che ti piaccia oppure no.

E allora, a conti fatti, a cosa vale sperare, sognare, perdere il tempo appresso a proiezioni di un futuro che non si renderà mai “vero” per come desideri?

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