A ruota libera

A ruota libera

A ruota libera, come tutti i pensieri, tutti i ricordi, tutte le speranze e le delusioni che scorrono nella mente…

A ruota libera. Così, esattamente come viene!

In questo momento ho talmente tante cose da dire, e talmente tanti pensieri per la testa, che quasi sicuramente finirò con il dimenticare qualcosa. Probabilmente, anche per colpa di una grande confusione figlia di un momento personale estremamente difficile sotto l’aspetto fisico. La cosa che in questo momento mi fa più male è quella di essere lasciato solo nella sofferenza: sono assolutamente consapevole di essere in grado di farcela, anche continuando a soffrire, ma a nessuno interessa ricordare che sono un essere umano, ed anche io avrei bisogno di essere fragile, di ammettere che non riesco a farcela, o di non volercela fare volontariamente, perché non me la sento, perché non ho le forze, perché mi sento schifosamente fragile.

Credo che la cosa più brutta che io stia vivendo, al netto delle problematiche fisiche, è questa schifosa spietatezza nel lasciare alle lacrime un povero disgraziato che ha sempre avuto il maledetto difetto di non riuscire ad essere insensibile e stronzo per come realmente avrebbe dovuto essere. A volte penso quanto sarebbe utile per la mia salute psicofisica diventare una merda esattamente come le altre persone lo sono state – e lo sono – nei miei confronti. E nonostante tutto continuo a ripetere il medesimo errore: continuo a dimenticare, continuo a non riuscire a portare astio e rancore verso questi esseri spregevoli, che nemmeno di fronte alla sofferenza si sono resi conto di quanto male possa fare distruggere i sentimenti ed il cuore di una persona. Sarebbe bello se la gente riuscisse a comprendere sulla sua pelle cosa significa vedersi strappare i sogni dalle mani, vedersi distruggere il cuore mentre qualcuno te lo scaglia in terra continuando a sghignazzare per il solo gusto di vederti soffrire.

E se c’è una cosa che desidero, è comprendere come questa gente riesca ad essere così insensibile: come puoi abbandonare qualcuno senza provare il benché minimo dolore? Come puoi restare lontano da una persona senza soffrirne? Come puoi far finta di niente di fronte al dolore dei ricordi? Come puoi restare calmo pensando di aver distrutto la serenità e la felicità di una persona? Cerco di ripetermi che persone così sono soltanto persone deviate, persone che non hanno mai imparato come si ama e come si vive davvero: eppure, nella loro totale superficialità e mancanza di serietà, esse continuano a tutelarsi da qualsiasi forma di dolore e di dispiacere. Fanno del male agli altri non provando nulla in prima persona. E quando cerchi di chiedergli perché siano così indifferenti, loro ti rispondono candidamente che “ormai si sono abituate e non hanno più bisogno di te”.

Mi sono trascurato per troppo tempo, e per troppo tempo ho permesso di essere umiliato e mortificato, distrutto e punito utilizzando le mie ferite interiori, senza mai poter avere il diritto di non essere d’accordo senza rischiare di essere travolto da qualsiasi forma di punizione, a ricordarti che non hai diritto di far sentire la tua voce. Io sono un essere umano. Ho cuore. Ho sentimenti. E per troppo tempo ho permesso che persone tossiche distruggessero tutto il mio amore. Avevo bisogno della loro presenza e loro continuavano a dirmi che io ero sbagliato e dipendente da qualcuno. Ho chiesto di vivere insieme il resto dei giorni della nostra vita e sono stato mortificato con un sonoro e gigantesco NO. Sono stato rifiutato, annullato e ridotto ai minimi termini.

Adesso sto soffrendo per la sofferenza fisica, ma la distruzione mentale non fa altro che alimentare quella sensazione di vuoto e tristezza che ti distrugge progressivamente, mentre la sola cosa che vorresti è quella di sentirti fragile, è quella di poterti permettere il lusso di dire di no. La sola cosa che vorresti è quella di essere reale priorità di qualcuno. Fino ad ora ho stupidamente accettato di essere solo una ruota di scorta, qualcuno di cui ricordarsi due, tre volte a settimana, e neanche tutte le settimane, e guai a poter cercare di spiegare che tutto ciò non è normale, perché immediatamente mi sarei sentito dire che il problema ero io, con le mie stupide pretese e quello strano senso di dipendenza dalle persone.

Per anni hanno continuato a farmi sentire sbagliato, a dirmi che era colpa mia, che il problema ero io. Ma adesso, ora più che mai, nel pieno di questa enorme sofferenza che lentamente mi distrugge, voglio solamente sentirmi fragile. Voglio solamente abbandonare ogni mia armatura. Voglio solamente abbandonare ogni mia copertura e distruggere ogni singolo muro. Ma soprattutto, voglio fare il possibile per non dimenticare tutto quello che sto passando in questi giorni, abbandonato alla sofferenza e all’indifferenza di persone che non hanno un’anima ma solamente un tozzo di carbone.

Non posso più permettermi il lusso di dimenticarlo. Non questa volta.

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