Ansia da prestazione: un mostro che mostro... Non è!

Ansia da prestazione un mostro che mostro non è

Ansia da prestazione: un mostro che mostro… Non è! Commenti, consigli e segreti che smontano uno spauracchio facilmente superabile!

Ansia da prestazione: un mostro che mostro… Non è: parliamo di una sensazione con cui tutti abbiamo fatto i conti almeno una volta nella vita, e che, molto probabilmente, impatta maggiormente su determinate categorie professionali (ma non solo), verosimilmente più “esposte” a provarla.

Parliamo di quella sensazione che proviamo prima di un esame all’Università, che provano i cantanti prima di salire sul palco, i politici, i presentatori, i giornalisti del telegiornale, e, in generale, tutti coloro che devono esporsi ad una prova e che hanno paura di tutto ciò che di catastrofico e brutto possa accadere durante essa.

Pariamo proprio dicendo che gran parte dell’ansia da prestazione deriva esattamente da quel maledetto “perfezionismo” che in tanti pretendiamo di avere: pretendiamo che tutto debba andare per il verso giusto, che sia assolutamente vietato sbagliare, che non ci sia neppure un’imperfezione. Bello, certo, ma assolutamente irreale: siamo esseri umani e, come tali, siamo assolutamente fallaci ed è anche nel nostro diritto sbagliare. Ciò che ci fa paura, tuttavia, sono le conseguenze dei nostri sbagli, che noi andiamo ad immaginare come catastrofiche ma che, verosimilmente, spesso sono minori o nulle rispetto a ciò che immaginiamo!

Come ben sapete, non sono un professionista che si occupa di psicoterapia, ma sono una persona che, certo, ha degli studi alle spalle e sa di cosa sta parlando, anche se nella vita mi occupo di altro, ma, sopratutto, sono una persona che ha provato e prova tutto ciò che vi sta raccontando, anche in virtù delle mie attività (sopratutto) di speaker radiofonico e delle partite di Serie A di Basket Femminile (ma non solo, non essendo le uniche ad esporre a questo particolare tipo di situazione!), e come tale ho dovuto trovare delle soluzioni partendo dalle cause.

Come vi dicevo, abbiamo paura che un nostro errore ci scaraventi nel più totale oblio, che verremo crocifissi in sala mensa come il povero Ragionier Ugo Fantozzi… Ma molto spesso – quasi sempre – nulla si tutto ciò accadrà: se mentre che sono in radio un microfono smette di funzionare, non parte una canzone o si spacca il mixer, o, peggio ancora, se sbaglio il nome di un cantante o il titolo di una canzone, sicuramente ci riderò su, ma raramente questo comporterà assurde conseguenze, così come se a sbagliare è un tecnico, il fonico oppure il regista!

Quindi, regola numero uno: basta con il perfezionismo a tutti i costi e basta con la drammatizzazione. Possiamo anche sbagliare, forse sbaglieremo, ma non accadrà nulla di particolarmente rilevante, e se anche accadesse… Non è certo la fine!

Questo tipo di ansia, chiaramente, ci mette di fronte a sintomi fisici tipici, come tachicardia, sudorazione, vampate: ebbene, anche in questo caso, relax: concentriamoci sul respiro, rilassiamoci per quanto possibile, allontaniamo i pensieri negativi e pensiamo a tutti i risvolti divertenti e soddisfacenti con cui avremo a che fare.

Altra cosa importantissima: PREPARARSI, PREPARARSI, PREPARARSI. Niente improvvisazioni: se sappiamo di dover sottoporci ad una prova, ad un convegno, ad una chiacchierata con il pubblico, prepariamoci per bene, così eviteremo di fare imbarazzanti scene mute e verrò meno l’ansia, di conseguenza verrà meno la paura di non farcela, di conseguenza verrà mano la paura delle conseguenze, e, in generale, instaureremo un vero e proprio circolo virtuoso!

E poi, ultima ma non ultima, come dicono gli americani, è la necessitò di esporsi: guai a cadere al tranello dell’ansia! Quest’ultima, infatti, ci spinge ad evitare, ci spinge a rimanere nella nostra zona di confort, e ci spinge, come una vocina che tenta di indurci in tentazione, a mollare la presa e lasciar perdere tutto. SBAGLIATISSIMO: è scientificamente provato e risaputo che ESPORSI AGLI STIMOLI STRESSORI AIUTA A SUPERARLI! L’ho scritto appositamente in maiuscolo: anche se stiamo provando ansia e mille sensazioni che quasi ci fanno credere di stare per esplodere, dobbiamo farcela, dobbiamo superare l’ostacolo, dobbiamo mettere in campo tutto noi stessi. In pratica, non dobbiamo aver paura ma dobbiamo buttarci ugualmente: scopriremo, incredibilmente, che la nostra ansia scenderà clamorosamente e vertiginosamente, sorprendendo anche noi. E ve lo posso assicurare personalmente!

Insomma: sono pochi accorgimenti che dimostrano come l’ansia da prestazione sia semplicemente uno spauracchio che si atteggia a gigante… Ma è piccolo piccolo… E non si può avere paura di qualcosa così piccola, no? ;-)

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