Arrivare a non aver più parole

Arrivare a non aver più parole

Arrivare a non aver più parole è, tendenzialmente, lo stadio finale del vero schifo che, certe volte, si riesce a provare, tutto insieme, in determinati momenti della nostra vita…

Arrivare a non aver più parole: è brutto, sopratutto per un comunicatore come me, che da anni usa la parola come mezzo per arrivare a voi, ai clienti, alle persone che mi ascoltano alla radio ogni giorno. Eppure, capita che io giunga ad uno stadio tale per cui riesco a non avere più parole: forse, sarebbe meglio dire che non voglio avere più parole, o forse non riesco ad avere più parole, ma talvolta sento dentro la voglia di urlare miliardi di cose che alla fine si seccano in gola, che alla fine evito anche di far uscire, perché mi rendo conto che sarebbe tempo malamente sprecato appresso ad un’insana improduttività, che, onestamente, non porterebbe a nulla tranne che a confermare quel nauseabondo senso di schifo che, alla fine, conosco già fin troppo bene.

Alla fine, le cose che restano sono poche, e quelle poche sono da cestinare senza nessuno sconto: in fondo, credo proprio che sia meglio una realtà magari triste, magari che non ci piace, ma quantomai reale, piuttosto che un’illusione fatta di un sostanziale nulla, di vuotezze reiterate quasi a voler convincere qualcuno di quanto siamo belli, di quanto siamo bravi, di quanto stiamo bene e di quanto siamo realizzati, per poi tornare nel limbo del nulla che caratterizza fin troppa gente e la loro più totale inutilità che – guarda caso – sembra però voler appartenere ad atri, mai a costoro!

Insomma, si arriva a momenti precisi in cui di parole non te ne rimangono neppure un po, e quando ciò accade non resta altro che accogliere il senso di questi momenti, attendendo che quel senso di sdegno passi così com’è arrivato…

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