Berlusconi ottiene la fiducia, il Governo è salvo

Il Governo Berlusconi ottiene la fiducia a seguito del discorso presentato dal Premier.

Il Premier Berlusconi ha esaordito il proprio discorso attorno alle ore 11:05. Ha più volte posto l’attenzione sui risultati ottenuti dal Governo stesso in questi primi due anni, per poi proseguire analizzando, punto per punto, i prossimi impegni di Governo.

Attenzione puntata al mondo del lavoro e al Mezzogiorno, ma anche un ricordo dei caduti Italiani in guera, e una citazione di uno dei Padri Costituenti.

Durante il suo discorso, il Premier è stato più volte interrotto da fischi e brusii: tuttavia, Berlusconi non ha perso la sua verve, ammettendo di “avere difficoltà a trattenere le battute”.

Dopo la sospensione della seduta, ripresa regolarmente alle ore 12.15, si è proseguito con la situazione politica generale: spicca l’intervento critico di Donadi (Idv) e quello di Adornato (Udc). Quest’ultimo, critica il Lodo Alfano e critica la “furbizia” di Berlusconi nei confronti dell’Udc: più in particolare, “Berlusconi si ritrova adesso come Prodi, caduto dopo due anni”.

Rosy Bindi critica tutto e tutti: “la fiducia serve solo al Presidente del Consiglio. E’ l’ennesima dimostrazione dell’insicurezza della Maggioranza: si è assistito ad un bipolarismo coatto di cui oggi si pagano le conseguenze. La fiducia è una fiducia finta e Berlusconi dovrebbe dimettersi.”

Pastore (Lega) replica ulteriormente l’appoggio al Governo e replica le posizioni della Lega in tema di immigrazione mentre Lupi (PDL) riassume gli “improperi” detti fino a quell’istante dagli esponenti della sinistra (cita Orlando (IdV) che da del “santimbanco” a Berlusconi) e ricorda che “l’interesse vero è l’interesse dei cittadini”. Cita inoltre Nietzsche: “il pregiudizio è l’inizio dell’ideologia” e ricorda l’incoerenza della sinistra stessa, scatenando i fischi dell’opposizione.

Alle ore 14 seduta sospesa: riprende alle ore 14:35.
Diverse le voci che si sono avvicendate sul tema dell’attività di Governo. Decine e decine di “botta e risposta” tra maggioranza e opposizione, fatti di puntualizzazioni, smentite, verità non dette ed ulteriori smentite.

La Villecco Callipari (PD) aizza gli animi parlando delle promesse non mantenute da Berlusconi, e aggiunge “Milano si allaga per un temporale e Napoli è nuovamente piena di rifiuti. Ma non aveva risolto il problema?” Inoltre, parla di “fu Maggioranza, che non c’è più, di un Governo che non governa“.

Conclude i dibattiti Mirko Tremaglia (FLI), alle ore 16:12, dichiarando apertamente che voterà no alla fiducia.

La seduta viene sospesa fino alle 16:34, per poi ripartire con le repliche del Presidente del Consiglio e le dichiarazioni di voto.

Il Premier risponde, dettagliatamente, a tutte le critiche mosse dall’opposizione, specialmente su quella di aver glissato a proposito dell’aumento del debito pubblico. Sottolinea come il Governo non abbia mai messo le mani nelle tasche degli Italiani”. Risposte anche a chi accusa il Governo di aver dimenticato i giovani.

Il Premier sorride, durante il suo discorso di replica, rivolgendosi all’opposizione che lo fischia e dicendo “è più forte di voi, non potete farci nulla!”
Aggiunge, poi: “sono certo che nessuno della Maggioranza verrà meno alla fiducia, ma mi aspetto qualcosa di più da UDC e PD”.

Risonde poi a chi lo accusa di “compravendita di parlamentari”, spiegando che non è stato il PDL a farlo, bensì l’UDC: si scaldano gli animi in aula. Arrivano urla e brusii, specialmente quando Berlusconi parla del suo interhim nel mese di agosto.

Alle ore 16:50 Berlusconi richiede ufficialmente la Fiducia. Cominciano le dichiarazioni di voto.

Parte Brugger (Misto), confermando l’astensione del Gruppo, mentre in aula gli animi continuano ulteriormente a surriscaldarsi.
Si susseguono le astensioni e le conferme, tra fischi e brusii.

Alle 17:11 prende la parola Di Pietro (IdV), che definisce Berlusconiun pregiudicato illusionista, che ride come Nerone, insieme ai suoi amici barbari padani, un maestro di massoneria, precursore della corruzione di Stato, inventore della corruzione moderna, stupratore della democrazia, maggiore imprenditore dell’imprenditoria mafiosa”. Fini richiama più volte Di Pietro per le ingiurie contro il Premier, ripetendo più volte: “ma l’ho richiamato!” (Edit delle ore 20:55 – Col senno di poi, scopriamo che Fini ha risposto “ma l’ho richiamato!” parlando con Berlusconi, che gli aveva richiesto di intervenire: date un’occhiata QUI per capirne di più, N.D.Giomba)

Si suriscaldano gli animi all’inverosimile: Fini continua a ripetere che “Di Pietro si assume la piena responsabilità di ciò che dice”.

Seguono Bocchino (FLI) che conferma la fiducia, e Casini (UDC), che ripete come Berlusconi sia al limite della crisi di governo.

Si susseguono le dichiarazioni di voto, tra vari botta e risposta.

Alle 17:50 parla Bersani (PD), rinfacciando le mancanze di Berlusconi e del Governo, parlando del discorso di Berlusconi come “pieno di promesse che non arriveranno mai, come la Salerno – Reggio Calabria, l’abbasamento delle tasse, le minacce alla Magistratura”. Ribadisce come in Italia non ci sia paese, a causa di un’economia troppo bassa, e continua a ribadire le situazioni delle Università e della Scuola, come ha fatto qualche ora prima Rosy Bindi. Rimarca, inoltre, quanto sia offensivo che la Destra dica alla sinistra che “i conti pubblici sono sbalalti per colpa loro”. Scherza, poi, sul “miracolo dei rifiuti” che, secondo Bersani, non c’è stato. Definisce la fiducia come “la fiducia del cerino” e ribadisce che “oggi non si apre una pagina nuova ma se ne chiude una vecchia, perchè la pagina nuova sarà aperta dal PD”. Standing ovation dei deputati.

Alle ore 18:13 si concludono gli interventi dei gruppi: seguono gli interventi a titolo personale, con Guzzanti (Misto) che non concederà la fiducia, Cesario (Misto) che concederà la fiducia, La Malfa (Misto) che non concederà la fiducia, Romano (Misto) che concederà la fiducia, e Nuccara (Misto) che concederà la fiducia. Gli animi continuano a scaldarsi, tra urla e vocii.

Alle ore 18:22 cominciano le votazioni nominali. La prima chiama comincia dal deputato Vassallo. E’ il momento della verità.
La chiama termina alle 19:25 e subito comincia la seconda dal deputato Zaccaria, che si conclude alle 19:28. Il Governo è salvo.

Vengono richieste delle sanzioni per le parole di Di Pietro a Berlusconi.

Insomma: per il momento Berlusconi può dormire sonni tranquilli. Sarà una “quiete” duratura, o si riparlerà di “crisi” in tempi brevi?

(Nota a margine, piccolissima: l’articolo che, spero, abbiate letto, è frutto di un’estenuante maratona di “live blogging” durata oltre 10 ore! N.D.Giomba)

7 Commenti

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  6. PRIMA PUNTATA – All’interno di palazzi perfettamente blindati, con una deprimente sceneggiata, in un clima da circo equestre da sobborgo, sotto gli occhi sbalorditi del mondo, dopo i soliti preliminari, dal cilindro dell’atteso prestigiatore, non esce il solito banale coniglietto o una coppia di piccioni, ma una inverosimile fiducia al premier, mentre un straordinario numero di comparse applaude a uno spettacolo ben riuscito! E, un folto numero di clown, cornice indispensabile all’esperto illusionista con vivaci esibizioni, sotto i riflettori di tutto il mondo continuano a regalare lunghe ore di incancellabile spassoso divertimento.
    Gli unici che non hanno gradito lo spettacolo da tendone per poveri, tanti italiani spettatori paganti, quelli che dall’illusionista, aspettavano da tanto tempo un lavoro promesso, quelli che con i loro contributi, persino i più indigenti, hanno continuato a pagare con prelievi automatici sulla busta paga stipendi da pascià – i più alti d’Europa! – a tanti abili attori! – intanto il premier, con la sua collaudata maschera inossidabile di sufficienza – si presenta al Capo dello Stato completamente tranquillo, come se una Roma assediata dalle forze di polizia, che brucia in un clima da guerra civile e un intero paese è in subbuglio non gli appartenessero, gli impegni sono impegni! E lui, il grande intellettuale, con altro intellettuale di identico spessore culturale, trova persino il tempo di ricambiare un impegno pubblicitario risibile, recandosi alla presentazione di un libro, operazione mediatica che rende ancora più ripugnante il clima in cui è stato trascinato questo nostro infelice paese.

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