Bisogna sempre cercare una maniera per venirne fuori

Bisogna sempre cercare una maniera per venirne fuori

La verità è che bisogna sempre cercare una maniera per venirne fuori, anche quelle volte in cui, davvero, sembra che la situazione sia senza uscita…

Bisogna sempre cercare una maniera per venirne fuori: capisco perfettamente che, purtroppo, non sempre appare possibile poterci riuscire, ma basta soltanto fermarsi a riflettere  e cercare di trovare una possibile soluzione che, prima o poi, magicamente appare.

Ti viene quell’illuminazione che ti fa affermare “ma perché non ci ho pensato prima?”, e, magicamente, ti rendi conto che non è così difficile come immaginavi, ma basta soltanto calmarsi un po, respirare e guardare il tutto con obiettività e freddezza, studiare il tutto con calma e lucidità, osservare la situazione da un punto di vista differente ed obiettivo, che non sia, per forza, “deviato” dalla nostra soggettività, dalle nostre ansie, dalle nostre paure e remore, che, spesse volte – troppe volte – sono soltanto consigliere di differenti modi di guardare alla realtà dei fatti, che, spesso, è una realtà assolutamente normale ed obiettiva, ma che tende a diventare impietosamente complicata se siamo noi stessi i primi a renderla tale.

Semplicemente, a volte, non c’è motivo: non c’è motivo di scaldarsi tanto, non c’è motivo di osservare le cose in maniera tanto catastrofica, così come non c’è alcun motivo di pensare al futuro in maniera così pessimista (dove per futuro s’intende non soltanto il futuro più lontano, ma anche quello più “prossimo”, più vicino a noi, nell’immediato! N.D.Giomba).

Cosa fare, allora? Per quanto strano e paradossale possa sembrare, per prima cosa basta, semplicemente, calmarsi e respirare. Fermarsi, sicuramente, attendere un po, bere un po d’acqua, mangiare qualcosa, distrarsi, e, a mente lucida, riosservare il tutto con obiettività, guardando alle difficoltà con mente serena e tranquilla. 

Una risposta logica verrà da se, e scopriremo che i nostri timori erano solo esageratamente infondati, e, una volta di più, esclameremo: “ma certo, come ho fatto a non pensarci prima?”

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