Bisogna saper perdere

C’è sconfitta e sconfitta, dobbiamo ammetterlo…

Il pugile che mette KO il suo avversario è il vincitore mentre l’altro, abbastanza stralunato, al tappeto, perde l’incontro, e a volte pure la faccia!
Nella vita, un pò come in un match di boxe, c’è chi vince e c’è chi perde: è la regola, e non puoi sottrarti!
Tutti siamo a volte vincitori, a volte perdenti, di fronte alle situazioni che si creano e che ci vedono negli uni o negli altri panni: viene approvato il nostro progetto sbaragliando la concorrenza, e allora siamo noi i vincitori, oppure ci soffiano un lavoro sotto il naso, e allora siamo perdenti.

C’è poi la vincita e la perdita in amore.
Quello è un discorso talmente ampio che rischiamo di perderci nei suoi meandri: in amore è spesso difficile essere vincitori. Ben più facile è ritrovarsi, anche involontariamente, nei panni del perdente!
Che ci vuole? Basta un’attimo e qualcuno ti soffia quel sentimento dalle mani, quella donna dalle braccia, un pò come un furto: si potrebbe pensare che vinca il più furbo, e forse non si hanno tutti i torti, ma, tutto sommato, è una continua battaglia, in cui bisogna farsi, appunto, più furbi dell’altro per evitare di ritrovarsi perdenti!
C’è chi, dopo aver attuato, con furbizia, il furto di un’amore o della donna di un’altro uomo, facendola diventare la propria ragazza, si vanta delle sue doti, raccontando a tutti come sia riuscito a conquistare quella donna, levandola dalle braccia dell’altro, che è rimasto con un palmo di naso!

La cosa bella della vita è che prima o poi ti concede sempre la rivincita: allora toccherà a colui che è stato inizialmente perdente vantarsi e prendere in giro l’altro per il resto dei suoi giorni! 

3 Commenti

  1. “Perdenti”? Plurale? Nessun commento. A te piacerebbe essere chiamato perdente per una cosa così futile?

    Io non so se parli di qualcuno, non so chi è che avrebbe una rivincita, comunque UNA RIVINCITA SEGUE UN CAPPOTTONE per definizione, e se uno ha un desiderio di rivincita tanto forte che non riesce a tenerlo dentro, vuol dire che il CAPPOTTONE deve essere stato proporzionato, cioè bello forte, non te lo dimenticare proprio mai caro Giomba, quindi, siccome stai dando del perdente a chi ha perso la rivincita, allora stai dando del PERDENTE (intendo proprio PERDENTE) anche a chi l’ha vinta. Senza contare altre cose per cui si potrebbe fare un paragone calcistico, ma lasciamo stare…

    No, non è perdente nessuno dei due. Nessuno ha diritto di chiamare un altro “perdente” solo perché è stato mollato; al massimo perché è stato mollato E per questo e quello. Che poi non ferisce un bel niente, caro Giomba, perché bisognerebbe chiedere ai diretti interessati se, a mente fredda (a mente calda la risposta sarebbe scontata) si sentono sconfitti, non è detto di sì.

    “Per il resto dei suoi giorni”? Perché non un mese? Che te frega a te? E poi il tuo discorso vale per tutti e la tua “gufata a vita” no? W la par condicio!

    E tra l’altro, se proprio vogliamo dirla tutta, se io fossi una ragazza, potendo scegliere preferirei (sempre a mente fredda, s’intende), tra “furto” e “furto”, almeno un “furto senza rivincita”, non avere nulla a che fare con una rivincita! (sei tu che hai parlato di rivincita mica io…) Certo, le mie parole non hanno valore perché anche questo andrebbe chiesto alla diretta interessata, ma a me non interessa minimamente saperlo, non sono fatti miei, mi dispiace ma questo è ciò che penso a priori!

Scrivi un commento