Caro Ministro Brunetta

Palermo, 22 marzo 2009

Caro Ministro Brunetta,
so che Lei è molto impegnato , e probabilmente non troverà il tempo ne di leggere questa lettera, ne tantomeno di rispondere ad un utente, in questo caso la persona che Le sta scrivendo, "io", che si domanda perchè la Pubblica Amministrazione sia così disordinata .
Me ne sono accorto per esperienza personale: gli scenari degli Uffici Pubblici, siano essi le Poste piuttosto che gli Ambulatori, o che altro, sono spesso scenario di gente che, inebetita, si guarda intorno senza sapere cosa fare, dove andare, che turno prendere.
Gente che, fin dalle prime luci dell’alba, si accalca dietro le grate per essere tra i primi a prendere il turno, ed evitare di trascorrere le dodici ore successive in fila aspettando il proprio turno: ci sono persone anziane che non hanno dove sedersi, donne incinta, bambini piccoli che piangono, uomini stanchi, donne che devono andare a lavoro.
Non si sa a che ora si parte, ne si sa quando si finisce: la situazione peggiora, poi, negli Ambulatori Pubblici, quelli che una volta si chiamavano la "Mutua": anziani seduti su scomode panchine di plastica, spifferi di vento da ogni dove, disagio generale, segnaletica scarsa. Non ci sono posti dove chiedere una informazione, non si sa a che ora comincino le visite: solo un grande cartello, con un’orario tristemente approssimativo – "le visite cominciano alle ore 8:30". Peccato che le 8 e 30 passino, passino, passino… E si giunge fino alle 9, 9:15 e anche oltre: se chiedi una spiegazione ti senti rispondere: "il Dottore è arrivato, ma aspettiamo l’infermiera che porti il turno". Poi, con tutta calma, arriva la solita infermiera, con i capelli spettinati, il maglione a dolce vita, il camice bianco e un foglio di carta in mano, pieno di nominativi, mentre la gente comincia a spazientirsi. E non puoi chiedere informazioni: spesso sono gli stessi pazienti ad aiutare gli altri pazienti in difficoltà, indicando le stanze, spiegando come fare i turni e tanto altro ancora.
Non parliamo, poi, delle scene disastrose alle Poste o agli Uffici Comunali: file interminabili, scomodità e tante altre cose che evito di elencare, perchè credo si sia capito chiaramente che molte, troppe cose, ancora non vanno.

Mi viene un pò di tristezza nel vedere anziani in fila per ore, sotto la pioggia o sotto il sole cocente di Palermo a luglio, quando ci sono 32 gradi all’ombra. C’è molto da fare, tanto, troppo: bisognerebbe correre in aiuto agli utenti, ai pazienti, a coloro che si perdono in file interminabili. Bisognerebbe davvero dare uno sguardo approfondito alla Pubblica Amminsitrazione, e cercare di cambiare una realtà che scontenta molti!

Cordialmente,

Il Giomba

8 Commenti

  1. Ma magari : sai Andrea ,

    senza mezzi termini , e senza troppi “lecchinismi” , concedimi il termine , dico che il Ministro Brunetta è , sicuramente , tra i personaggi di spicco di questa legislatura , prechè ricopre una carica estremamente importante che , se portata avanti come è giusto che sia , può davvero cambiare le sorti di questa povera Italia !

    E poi , un doppio plauso andrebbe fatto al Ministro , considerando che non si ferma mai :-)

  2. quì da noi è stato risolto,non dappertutto veramente,ma in tanti uffici e ambulatori abbastanza bene si prende un biglietto col proprio numero di turno e ci si può sedere comodamente perchè il numero esce sul displai logico che le attese sono lunghe,siamo in tanti,però si è intanto riparati dalle intemperie perchè si è all’interno e poi seduti e si evitano i soliti sorpassi dei prepotenti di turno il modo c’è basta un po’ di buona volontà da parte dei capoccioni ciao Ida

  3. carissimo Giomba,

    Brunetta una strizzatina di palle ai fancazzisti l’ha data e continuerà così, con buona pace dei dipendenti statali che non possono più andare a fare la spesa o l’amore con l’amante fingendo di essere in ufficio.

    Le poste non dipendono più da Brunetta

    i trasporti neanche

    e la sanità ha un proprio ministero

    Forse ti risponderà anche ma sono cose che non appartengono a lui

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