Che senso ha avuto la tua cattiveria?

Che senso ha avuto la tua cattiveria

Ti sei mai domandata, con il classico “senno di poi”, che senso abbia avuto, alla fine, la tua sterile, stupida, cattiveria? Io si, spesso…

La cattiveria, alla fine, fa male solo a chi la mette in pratica: personalmente, sono giunto a questa conclusione da ormai troppo tempo, ed è per questo che, per una mia precisa, chiara e solida scelta di vita, ho deciso di non portare rancore ad alcuno. Arrabbiarmi, per carità, ci può pure stare, anche perché è un sentimento umano che, prima o poi, nella stragrande maggioranza dei casi, passa, anche se non accade sempre, ma il rancore, la cattiveria, sono sentimenti che finiscono con il distruggere solo chi li mette in atto, quasi come bombe che deflagrano tra le mani delle stesse persone che avrebbero voluto far del male con quegli ordigni!

Che senso ha avuto, col senno di poi, tutta quella stupida ed insensata cattiveria? Che senso può mai aver avuto far del male a viso aperto, raccontare bugie, cercare di attirare una stupida ed inesistente claque, quasi come a voler attirare a se il consenso del vittimismo ad ogni costo? Dico, ti rendi conto che tutto questo non ha avuto un senso, e, peggio ancora, continua a non avercene ancora ora, a distanza di anni?

Mi sarò chiesto non so quante volte il senso che tutto questo abbia avuto, la connotazione precisa nello spazio e nel tempo, il significato e le motivazioni di tali comportamenti: rabbia? Immaturità? Delirio? Condizione predominante? Onestamente, non lo so, non lo posso sapere, e, se devo dirla tutta, non me ne frega neanche tanto saperlo: l’unica cosa che davvero conta è rendersi conto di quanto tempo e quanta vita sono state sprecate senza un senso e senza un motivo…

…E onestamente, credo che questo sia il vero e più grande peccato mortale commesso!

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