Chiedo soltanto di essere sereno e felice

Chiedo soltanto di essere sereno e felice

Chiedo soltanto di essere sereno e felice, perché ne ho il diritto, perché sono stanco e perché non posso, ancora, accettare tutto questo!

Chiedo soltanto di essere sereno e felice. Niente di più.

Non mi manca nulla di “materiale”, di fisico. Ho tutto quello che voglio, tutto quello che mi serve, e forse anche troppo, forse anche di più. Ho successo, stabilità, fama e fortuna, e nessuno mi ha mai regalato niente. Ho dovuto sudare e guadagnarmi ciò che ho stando male, sacrificandomi, piangendo quando nessuno mi vedeva, passando attraverso l’ansia, il panico, cadendo e cercando di rialzarmi da solo.

Ho vissuto cosa significa vedere che nessuno crede in te. Ho vissuto cosa significa l’abbandono, l’ho vissuto troppe volte, e troppe volte ho sentito quel dolore sulla pelle. Ho provato sulla mia pelle cosa significa non riconoscere più persone che fino a ieri ti erano amiche e che, d’improvviso, iniziano a cambiare strada per non salutarti ed evitare di dover avere a che fare con il tuo dolore. Perché nessuno ha il coraggio di ammetterlo, ma chi soffre da fastidio. Chi soffre è un peso per la gente superficiale. Non dimenticherò mai quel pomeriggio di dieci anni fa, quando una persona, affacciata al balcone, mi vide e pur di non salutarmi gettò via la sigaretta intera per rifugiarsi dentro casa abbassando le serrande. Sono passati dieci anni ma io non me lo dimentico. Ho ricevuto premi, sono andato avanti, ho superato traguardi, ho fatto nuove esperienze, e tutto questo senza mai l’aiuto di nessuno, senza nessuna scorciatoia, senza che la vita mi risparmiasse un cazzo di niente.

Non mi manca nulla di materiale, di fisico. Non mi manca niente. Ma mi manca tanto di immateriale, di invisibile.

Ho sofferto troppe volte l’abbandono e la sofferenza invisibile che ti lascia. Ma le cicatrici che restano non si vedono, è vero, ma fanno male alla stessa maniera di chi ti ha inferto un colpo, di chi ha fatto tutto il possibile per farti del male. Sono passati anni, e quella magia, quella serenità, quella spensieratezza è sparita per sempre, ed io non riesco più a trovarla. Mi sono illuso decine di volte di aver trovato pace, serenità, tranquillità, felicità, che era tutto ciò che chiedevo e di cui avevo bisogno, ma mi sono sempre sbagliato ed illuso, a donare amore a chi non ha mai saputo che farsene, a chi ha preferito la superficialità, la stupidità, la rabbia, la ripicca, la falsità. Ho sempre dato tutto di me credendo che fosse la cosa giusta da fare, credendo che era l’occasione giusta che potesse cambiare la mia vita per sempre, che era quel sogno che, finalmente, si realizzava e diventata reale. Ma ogni santa volta, chiunque ha saputo approfittarsi dei miei sogni, dimostrando di non aver neppure la capacità di saperli tutelare, e di vivermi senza farmi male.

Quante stupide promesse inutili, quante volte mi sono sentito dire “la prossima volta, il prossimo anno, vedrai che sarà tutto differente! È andata così questa volta, e pazienza!” E infatti, “il prossimo anno” è qui. E non c’è niente.

Non mi manca niente di fisico. Ho tutto. Ma ho bisogno di tutto quello che non ho e che non si può toccare, che non si vede, ma che si vive profondamente e sinceramente, e che mi rende così deluso e triste. È così brutto rendersi conto che le giornate che passano ti inaridiscono un pezzo alla volta… Ogni giornata che passa è un’occasione sprecata, tempo che non tornerà. E quando ti rendi conto che quello spreco nasce dalla scelta volontaria, da parte di altri, di farti del male, allora non puoi stare in silenzio e fare finta di niente.

E parlo a voi, stupidi superficiali che vi accontentate di vivere relazioni false ed ostentate solo per portare avanti il vostro progetto di stupida rabbia e vendetta. Parlo a voi, miserevoli persone (e ci vuole già molto a chiamarvi in questo modo!) che mi avete tolto la possibilità di veder realizzati i miei sogni ed i miei desideri. Parlo a voi, stupidi ed inutili persone che mi avete abbandonato senza nessuna pietà. E parlo a quella magia che ho perso per sempre, a quella gioia che resta solamente nelle foto di quindici anni fa, quando la vita aveva colori e odori differenti, quando tutto mi sembrava così incredibilmente stupendo e vivevo di speranza giorno dopo giorno.

Adesso, dopo tutta la merda che ho vissuto dopo tutti gli abusi psicologici che ho subito, dopo tutte le ferite che mi avete scagliato addosso senza la minima pietà, dopo avermi abbandonato in maniera così meschina e vigliacca, non riesco più a coltivare una stupida speranza che puzza solo di illusione. O forse dovrei fare come fate voi, che prendete in giro la persona che avete accanto solo per il vostro misero egoismo? Che pur di raggiungere i vostri scopi, i vostri obiettivi, il vostro schifoso tornaconto, non risparmiate niente e nessuno, non rispettate niente e nessuno, ma fate del male a viso aperto, e siete talmente abituati ed abituate a farlo da renderlo, ormai, una prassi consolidata nella vostra vita?

Io non sono come voi. Ed è per questo che ho sofferto e soffro come un cane, fino alle mie più recenti esperienze di dolore che, per fortuna, mi hanno almeno fatto capire che non ero il solo a vedere il marcio di ciò che è stato – ed è, ancora adesso – successivamente. Si, io il mio dolore ve lo urlo. Perché chi sta male, chi soffre, da fastidio, diventa pesante da gestire e sopportare, ed io voglio urlare il male che mi avete fatto, perché la mia voce non vi possa più permettere di ignorare le vostre responsabilità, di ignorare lo schifo del vostro comportamento. Ed io voglio urlare, perché voglio darvi fastidio. E potrete scappare quanto volete ma non basterà, perché prima o poi dovrete sempre fare i conti con voi stessi, anche se vi sentite onnipotenti ed immortali, e credete – stupidamente – che fare i conti con la coscienza non vi riguardi, e che nessuno conosca voi e ciò che avete realmente nell’anima e nel cuore. Ma vi sbagliate di grosso.

State facendo male i conti, perché il conto arriverà anche per voi, statene certi. E sarà anche salato! Adesso mi accorgo che non mi manca niente, niente di fisico, niente di materiale.

Voglio solo essere sereno. Felice e sereno.

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