Chissà perché, alla fine, le mie parole avevano ragione...

Chissà perchè alla fine le mie parole avevano ragione

Chissà perché, alla fine, le mie parole avevano ragione… Forse perché, semplicemente, so sempre vedere “oltre” senza illudermi…

Chissà perché, alla fine, le mie parole avevano ragione… Guarda caso, va sempre a finire così…

Le mie parole, prima o poi, hanno sempre ragione: è sempre successo così in tutta la mia vita, e raramente si sono fatte eccezioni. Quelle stesse parole che tu usavi senza comprenderne l’importanza: le promesse vuote di un matrimonio insieme, di una vita da vivere felici, di un sogno da coronare, di una strada da percorrere mano nella mano. Le stesse identiche, medesime parole che adesso dedichi a qualcun altro, e che hai dedicato a chissà quanti prima di me.

Ricordo quando mi dicevi di essere certa che le sensazioni che riuscivi a sentire grazie a me, davvero, non le avevi mai sentite con nessuno: eppure, come diceva un famoso cantante, anni fa,

T’è bastata ma mezza giornata pe scordatte de sto grande amore!

Anzi: nel tuo caso è stata necessaria giusto qualche settimana.

E poi ci sarebbero le stesse foto, le stesse pose, le stesse promesse: tutto questo dovrebbe farmi ridere, ma mi fa solamente piangere e soffrire. Che era, poi, ciò che desideravi tu. Ma per quanto tu possa illuderti di sovrascrivere le parole con altre parole, le sensazioni con altre sensazioni, e le persone con altre persone, puoi stare certa del fatto che nessuno ti guarderà più come ti guardavo io. Potrai anche andare negli stessi luoghi, fare le foto agli stessi fiori, camminare lungo le stesse strade, ma non sentirai mai più l’emozione che sentivi insieme a me.

Capisco che, in fondo, è molto più semplice accontentarsi di una fotocopia ingiallita, di un clone dell’originale, solo e soltanto per vantarsi e sfoggiare un sentimento da ostentare, ma il tuo cuore è altrove, e sarà sempre altrove. E lo sappiamo io e te. In fondo, tutto il resto non può essere che un misero “falso d’autore”, anzi nemmeno quello: una stupida copia dell’originale, una blanda e scialba copia di infimo valore che non sarà mai uguale a me e a noi.

Ma la cosa che, davvero, dovrebbe più farmi ridere è ritornare con la mente a tre mesi fa, quando ancora mi cercavi disperata, quando ancora volevi vivere il sogno di vedere, insieme, quelle stesse stelle dal nostro balcone. Giusto tre mesi fa, quando mi promettesti che me l’avresti fatta pagare, che saresti andata avanti anche facendoti male, scagliandomi addosso una serie di inutili improperi e accuse nate solo dalla tua mente, ma non certo dalla mia ne dalla mia volontà. In fondo, è più facile illudersi di sovrascrivere i sentimenti che avere il coraggio vero e le PALLE vere di ammettere che il tuo amore sta altrove. E mi fa veramente ridere – stavolta si – pensare che qualcuno non si sia ancora accorto di questa farsa, di questa messinscena, di questa inutile recita che non può portarti ad altro se non ad illudere ed illuderti. Ma no: chiunque altro non sarà mai come me ne avrà mai i miei stessi sentimenti. Sono presuntuoso? Non credo: io conosco le mie risorse, le mie potenzialità, e conosco perfettamente il tuo cuore.

Fa male, però, rendersi conto di quanto tu non abbia saputo dare a quelle parole il peso della vera serietà: quando ti dicevo che avrei voluto sposarti, vivere ogni giorno con te, costruire insieme il nostro futuro, io lo dicevo davvero, ma non l’ho detto alla prima persona che ho incontrato. Non penso tu possa dire lo stesso. Mi basta la consapevolezza di questo. E del rendermi conto di aver avuto ragione quando ti dicevo che ti saresti ritrovata nella macchina di qualcun altro. Magari ad andare proprio a quella “Convention” che amavamo così tanto. Le chiacchiere stanno a zero. I fatti non mi hanno minimamente smentito. Ma sappi che la tua farsa non potrà durare a lungo, perché, prima o poi, ti renderai conto che il tuo amore è nello stesso punto in cui lo hai lasciato rinunciando a quello che eravamo noi.

Menti quanto ti pare e a chi ti pare. Magari a chi non ti conosce e si vanta di conoscerti a menadito. Ma non puoi farlo con me. Perché, alla fine, soffrirai soltanto tu, condannandoti ad una vita infelice ed insoddisfatta, vissuta senza mai la vera contentezza nel cuore che apparteneva solo a noi.

E no: l’amore che ti resta nel cuore non lo cancelli in tre mesi. E ben presto, fidati, te ne renderai conto.

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