Ciò che speravo

Ciò che speravo

Ciò che speravo, alla fine, non era nulla di impossibile: era soltanto una vita a misura della mia felicità e della mia realizzazione personale completa…

Ciò che speravo, in fondo, non era niente di paradossale o complicato: era il desiderio di veder realizzato un mio perfetto equilibrio tra ciò che erano i miei sogni e ciò che avrei voluto divenissero…

…Purtroppo, però, le cose sembrano essere andata in maniera decisamente diversa, e qualche volta ritorno con il pensiero all’azzurrità delle mattine, alla gioia del vivere cose semplici, come la bellezza delle foglie al vento in primavera, i raggi del primo sole, al mattino, nel mese di maggio, i fiori che tornavano a sbocciare e l’odore degli aranci nell’aria tiepida dei primi giorni di fine primavera verso l’inizio dell’estate.

Forse, quel che volevo davvero era emozionarmi, era trovare modi diversi per vivere una vita che ho sempre cercato di far diventare a misura di me, non sempre riuscendoci, purtroppo: per troppo amore, talvolta, si diventa ciechi anche di fronte a realtà evidenti, ma ci si ostina a voler amare nonostante tutto e nonostante tutti, nonostante una realtà che si pone innanzi nella sua interezza… Ma voltarsi di lato, non guardarla, non pensarci, spesso, è vigliaccamente una soluzione che, prima o poi, ti chiede il conto, e te lo chiede in maniera davvero salata, facendoti pagare tutte le volte in cui ti sei voltato di lato per non pensare alle difficoltà con cui avresti, prima o poi, dovuto fare i conti.

…E intanto, la mente ritorna indietro, rivede scene, e sembra riecheggiare nei racconti di una vita che ho perduto non so neppure dove: mi rimangono soltanto migliaia di parole strozzate dentro la gola, e quel che è peggio è che non so neppure se mai potrò dirle ancora, se mai potrò cercare la forza di rivivere quell’azzurro che ho perso e non ritrovo…

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