Conto i giorni di dolore

Conto i giorni di dolore

Conto i giorni di dolore, e so soltanto io quanto mi costi portare avanti la sofferenza di questo tempo così schifosamente difficile…

Conto i giorni di dolore, e quanto sia difficile avere davvero un cuore…

I giorni di dolore li sto contando ad uno ad uno, e so solamente io quanto mi costi sopravvivere a quei pomeriggi che sembrano eterni, quando i ricordi si distruggono dentro di me, e mi ritrovo lontano, da solo lungo strade che sembrano infinite, senza nessuna compagnia accanto, quando vorrai soltanto una persona da poter abbracciare, con cui poter pensare ad un futuro, con cui poter immortalare stupendi momenti che non torneranno mai più identici, tramonti e strade, fiori e silenzi, luci e ricordi. Conto ogni singolo giorno di dolore, come faccio ormai da un anno a questa parte, e come ho già fatto in passato tante e troppe volte, mentre mi resta addosso l’eterna consapevolezza di non meritare tutto questo male, di non meritare il dolore e le lacrime che nessuno ha mai visto o ha mai voluto vedere davvero. In quei pomeriggi eterni, in quelle sere che non finiscono più, la sola cosa che vorrei fare è urlare tutto il dolore che ho dentro, tutto il dispiacere e la distruzione che esplodono dentro di me, per tutta quella cattiveria e quell’ingiustizia che ho subito.

Ed è proprio quella maledetta solitudine a ricordarmelo: mentre resto solo, mi rendo conto che piango le conseguenze dell’aver soltanto chiesto il rispetto, dell’aver solamente chiesto reciprocità, dell’aver soltanto chiesto di poter davvero avere la presenza fisica accanto di ogni persona che ho amato. Piango questa sofferenza perché è la punizione che mi hanno inferto, perché non sono riusciti a manipolarmi come avrebbero voluto loro, facendomi credere che fosse normale ed accettabile non avere accanto la persona che ami davvero, e non poter neanche condividere la bellezza di un tramonto, la meraviglia del potere restare in silenzio mentre la natura si tinge di colori meravigliosi che, domani, non saranno mai più gli stessi.

Da un anno a questa parte conto ogni singolo giorno di dolore, mentre queste giornate così amare e piene di lacrime si aggiungono a tutte quelle che ho già vissuto in tutta la mia vita, ed in particolare negli ultimi dieci anni. E più passa il tempo, più mi rendo conto che nessun essere umano dovrebbe subire questo maledetto dolore: nessuno dovrebbe sentire il peso e la distruzione della solitudine, specialmente quando viene usata come arma di punizione, come una sorta di “memento” che vuole soltanto ricordarti che non hai diritto a non essere d’accordo, che non hai alcun diritto di dire la tua, perché quando cercherai anche soltanto un dialogo, anche solo la possibilità di guardare negli occhi l’altra persona, verrai immediatamente pulito con l’abbandono, e la tua condanna sarà la solitudine, sarà il piangere da solo, sarà il distruggersi dal dolore.

Conto ogni singolo giorno passato in solitudine, esattamente come tutte le ore e tutte le notti che mi hanno visto camminare per interi chilometri senza mai poter strappare di dosso il dolore che ha continuato ad accompagnarmi, e che continua ad accompagnarmi, perché è sempre dentro di me. Ed è esattamente per questo che nessuno lo vede. Ma io so che c’è, so che esiste: negli ultimi giorni credo di aver fatto centinaia di chilometri a piedi, e altre migliaia dentro l’automobile, ma quel dolore, quel bisogno di piangere, quel silenzio che mi distrugge a mille pezzi, è sempre accanto a me, istante dopo istante, e nessuno può davvero comprendere quanto mi costi dover superare tutta la distruzione che sento dentro solamente perché nessuno ha avuto il coraggio di restarmi accanto.

E sto parlando con te, che mi hai abbandonato senza neppure avere il coraggio di guardarmi negli occhi e di dire la verità, nonostante tu sapessi quanto valessi per me, e nonostante mi avessi giurato che non mi avresti mai fatto del male abbandonandomi e lasciandomi solo nel dolore. Parlo con te, vigliacca ed immatura, che non hai neanche avuto il coraggio di guardarmi in faccia e chiedermi come davvero fossero andate le cose. Tu, che hai preferito farti manipolare da chi sapeva perfettamente che questo sarebbe stato il finale, piuttosto che avere il coraggio di dirmi davvero cosa sentivi dentro.

E poi parlo con te, che mentre mi chiedevi se stessi vedendo le tue stesse stelle, mentre mi imploravu di rispondere al telefono anche quando non potevo fisicamente farlo, preparavi già la tua farsa, illudendo la tua prossima pedina, che hai usato – e che continuerai ad usare – solo per il gusto di ostentare agli occhi degli altri credendo di farmi del male. Ma io ti conosco fin troppo bene, e so perfettamente che non lo ami: puoi portare avanti questa stupida commedia quanto ti pare, e magari trovi pure qualche cretino che ci casca. Ma guardati intorno: a nessuno piace questa misera narrazione talmente fasulla da essere diventata la commedia che vivi ogni giorno. E poi, per una cazzo di volta nella vita, abbi il coraggio di guardarti dentro, e renderti conto di quello che stai facendo solo per portare avanti quella miserevole rabbia e quel miserevole rancore che ti porti addosso da così tanto tempo. Sei talmente tanto rancorosa da credere che la vita ti debba tanti favori, a tal punto da credere di essere autorizzata a fare del male a viso aperto, arrivando anche a sfruttare la bontà della gente pur di giungere al tuo scopo di vendetta. Credi che farmi soffrire usando le mie ferite che renda una persona da prendere come esempio, ma la verità è che la tua commedia è finita ancor prima di essere cominciata. E mentre continui a portare avanti questa misera ostentazione, questo stupido fumo negli occhi che può abbagliare soltanto chi è talmente cretino da credere a questa miserevole follia, nessuno crede più davvero che questa sia la verità.

Chissà cosa penserebbe quella persona sapendo che hai continuato a scrivermi anche mentre stavi con lui, ma hai dovuto farlo in forma anonima. E chissà cosa penserebbe sapendo che hai cambiato i tuoi sentimenti in meno di due settimane, passando dal chiedermi se stessi guardando le tue stesse stelle al dirmi che non mi amavi più. Ma la verità è una sola, e adesso non sono più soltanto io a rendermene conto: stai soltanto cercando di farmela pagare infliggendomi la sofferenza, perché ti sei sempre vantata di essere una persona rancorosa e cattiva, senza un briciolo di cuore e senza nessuno scrupolo. Puoi portare avanti la tua schifosa commedia quanto ti pare e ti piace, ma i fuochi di paglia ardono molto presto, e non lasciano niente intorno a sé. Al contrario di chi, invece, ti ha dato tanto e ha saputo lasciarti tanto. Puoi crederti talmente furba da pensare di essere anche più forte del tuo cuore, ma è solo la più stupida delle illusioni: il cuore non lo prendi e non lo prenderai mai in giro, e se credi veramente di illuderlo in questo modo, allora, davvero, non hai capito nulla.

Contro di voi urlo tutto il male che mi avete fatto, tutta la meschinità che mi avete scagliato addosso, tutte le lacrime che ho urlato e di cui nessuno si è mai reso conto, tutte le notti passate a piangere lungo quei marciapiedi vuoti e silenziosi, tutti quei pomeriggi con la distruzione dentro, tutti quei tramonti che non abbiamo potuto vedere insieme per la vostra miserevole e schifosa volontaria scelta. Mi avete fatto del male e continuate a farmene, e, molto probabilmente, non sto facendo nulla per impedirvelo. Va bene così. Probabilmente non ci sarà nulla che permetterà di cambiare questo stato di cose, e non mi affiderò né i miracoli né al Karma. Ma nessuno mi impedirà di urlare tutto il male che ho dentro per colpa vostra. Nessuno mi impedirà di urlare la verità, e mai come adesso mi rendo conto che io non merito tutto questo, che la purezza del mio cuore e dei sentimenti che avrei voluto darvi non può né meritare né accettare questo finale, perché significherebbe che gente come voi ha vinto passando completamente impunita per i propri comportamenti così miseramente esecrabili.

E voglio che tutti sappiano quanto male mi avete fatto, e che tutti vedano quanto dolore mi avete scagliato addosso senza che io lo meritassi davvero, perché non desideravo nient’altro che potervi amare per il resto dei nostri giorni, ma il mio amore non vi è mai andato bene, perché “vi soffocava”, fino a farmi credere che fossi io il problema, che fossi io la persona che non andava bene, che fossi io ad aver sbagliato tutto. Mi avete scagliato addosso la solitudine sapendo di farmi del male e conoscendo perfettamente le mie ferite interiori, e non avete perduto tempo a vedermi soffrire. E credete davvero che io resti in silenzio di fronte a tutto questo? E credete davvero che io continui ad osservare le mie lacrime in quei pomeriggi che sembrano non avere fine, in quelle giornate in cui ho implorato la vostra presenza, in cui mi avete lasciato solo esclusivamente per punirmi, per il gusto sadico di vedermi stare male? E credete che io resti in silenzio quando l’unica cosa che volevo era poter stare insieme, poterci costruire un futuro… E la sola cosa che avete saputo fare è stato prendervi gioco di me e dell’amore che volevo donarvi, e che avevo riposto tra le vostre mani con tanta speranza?

E nonostante tutto lo schifo che avete fatto nei miei confronti, ammetto che tutto questo mi manca. Nonostante tutto, darei ancora moltissimo per sentire quelle stesse emozioni. Ma tanto, che cazzo ne potete capire voi? In fondo, a voi interessa solo quella misera ostentazione: dovete portare avanti a tutti i costi la farsa, dovete dimostrare a tutti i costi di essere felici, di essere gioiosi, di stare vivendo il più bel sogno d’amore della vostra vita… Ma a chi cazzo volete prendere in giro? Per vostra norma e regola, nessuno più vi crede: la vostra maschera è caduta già da un pezzo, ed è giunta l’ora che ve ne rendiate conto. Continuate a farmi del male, ed io continuo a soffrire. Dicono che prima o poi passa, non lo so… So soltanto che questa volta io non resterò in silenzio, perché è esattamente quello che volete voi. Sembra che non ci sia nessuna soluzione al dolore che sento dentro: vorrei alzarmi una mattina ed essere diventato completamente insensibile, ed aver completamente cancellato il vostro ricordo e tutto il male che mi avete fatto. Vorrei ingannare la mia mente ed il mio cuore esattamente come siete capaci voi di farlo, ma io non riesco ad esserne capace, perché, nonostante tutto, non riesco ad essere una persona cattiva come lo siete voi, e non so nemmeno come si fa.

Quello che so è che sento un dolore immenso, che non passa, che non se ne va, perché, nonostante tutto, il mio cuore è ancora troppo pieno di tutto ciò che mi avete strappato via con la violenza di chi non ha scrupoli. Mi avete strappato l’amore dalle mani, e mi avete costretto a vederlo distruggere mentre continuavo a piangere, e se la gente intorno a me non si rende conto di tutta la mia sofferenza, e se la mia voce non arriva a nessuno, perché mi sembra di urlare dentro un cubo di vetro, spero che almeno restino le mie parole, affinché qualcuno possa rivedersi, affinché qualcuno possa comprendere, affinché qualcuno possa capire come ci si sente davvero. Una tale violenza nel voler fare del male a qualcuno usando le sue più silenziose di ulteriori ferite, non può essere altro che la dimostrazione di persone che non hanno scrupoli. Probabilmente perché hanno una tale rabbia dentro da non guardare in faccia niente e nessuno. E alle volte, vorrei capire come fate. Prima o poi mi distruggerò a mille pezzi, ed il dolore sarà talmente grande da rendermi totalmente insensibile o completamente ed irrimediabilmente distrutto. Ma tutti dovranno sapere chi siete davvero.

Perché il mio dolore non resti mai impunito.

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