Coronavirus: il dramma della paura

Coronavirus il dramma della paura

Coronavirus: quel termine che ci fa così paura, che ci impedisce di rimanere sereni e che ci impone di cambiare le nostre abitudini.

Coronavirus: un dramma nel dramma. Il dramma della paura.

Stiamo vivendo un periodo pesantissimo: giorni di grande ansia e paura, in cui si va a letto con notizie catastrofiche e ci si sveglia con notizie ancora più catastrofiche.

Orde umane di persone che scappano dalle zone rosse e dalla Lombardia non rendendosi conto che, per il loro egocentrismo, rischiano di diventare BOMBE CHIMICHE in libertà per il Paese (ma in fondo non li condanno del tutto: la paura è brutta e la necessità di salvarsi la pelle è più forte, sebbene comportamenti incoscienti andrebbero evitati!).

Sport e spettacoli fermi: accendi la TV e senti l’eco delle parole dei conduttori dentro gli studi vuoti, mentre i TG continuano, incessanti, a parlarti di nuovi casi e di posti letto che diventano sempre di meno.

Dobbiamo resistere alla paura e all’ansia senza piegarci a quest’ultime: viviamo ma facendo, semplicemente, attenzione. I consigli li sapete: niente mani in occhi, viso, bocca, lavarsi bene, stare quanto più possibile lontani, starnutire in fazzolettini o nella piega del gomito, evitare posti affollati, e, per quanto possibile, STARE A CASA.

Fatevi un giro all’aria aperta, fatevi il giro del palazzo, camminate a piedi, andate a vedere le nuvole, sedetevi sulle panchine: spegnete il cervello dall’ansia e dalla paura, perché, che vi piaccia oppure no, nessuno di noi è attualmente in grado di poter fare FISICAMENTE qualcosa per fermare questo disastro: la sola cosa fattibile è LA PREVENZIONE, evitando, per quanto si possa, comportamenti irresponsabili.

Non pieghiamoci all’ansia e alla paura: continuiamo a vivere per quanto possiamo, come possiamo, ma cerchiamo di ricordare che non tutto è nelle nostre possibilità di cambiamento. E per tutto il resto, non rimane che sperare che questo picco passi presto, e che le nostre priorità tornino ad essere altre. E magari anche più frivole!

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