Cosa mi rimarrà di tutta questa tristezza?

Cosa mi rimarrà di tutta questa tristezza

Cosa mi rimarrà di tutta questa tristezza? Che cosa resterà di tutto quel dolore, di tutto quel male, di tutte quelle lacrime nascoste agli occhi della gente?

Cosa mi rimarrà di tutta questa tristezza? Me lo domando spesso e difficilmente riesco a trovare una risposta: mi domando cosa mi rimarrà delle giornate trascorse nella sofferenza, del dolore della solitudine, del tempo trascorso ad osservare la pioggia che scende dai vetri, delle ore infinite alla ricerca di perché che neppure ci sono…

…Deve pur avere un senso tutto questo: tutto quel dolore, tutta quella sofferenza, tutto quell’essere così presente a quel dolore silenzioso non può non avere un senso. Ci deve essere un senso alla crescita interiore che questo dolore ha rappresentato: quel che so per certo è che le lacrime non si cancellano così facilmente, così come non si cancella il bisogno di trovare una mano che, per una volta, per una sola volta, ti salvi e ti permetta di riposarti dallo sforzo di dover, costantemente, salvare te stesso senza poter far affidamento su nessuno, perché – in fondo – è esattamente questo il senso della solitudine e del dolore, della silenziosa necessità di amare indissolubilmente, di avere qualcuno accanto che torni a far splendere il sole nella tua vita e torni a donare luce alle tue giornate e colore al tempo che ha tolto le sfumature più belle…

Eppure, un senso deve pure esserci a tutto quel male ricevuto, alle ore trascorse in pianto alla disperata ricerca di qualsiasi modo per non soffrire più. Cosa ne rimarrà di tutto questo? Cosa mi rimarrà? Cosa racconterò di quei giorni, di questi giorni, dei giorni che verranno? Resta solo un indelebile vuoto, cercando, ancora, l’altra metà della mela capace di colmare vuoti e solitudini che non puoi raccontare con semplici parole… Puoi solamente viverli!

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