Cullato dai ricordi per non soffrire riflettendo...

Cullato dai ricordi per non soffrire riflettendo

Cullato dai ricordi per non soffrire riflettendo… E così, ti ritrovi a non capire cosa cerchi davvero, a non capire più cosa speri, cosa senti…

Cullato dai ricordi per non soffrire riflettendo… Preferisci, insomma, restare fermo a quando le cose erano diverse, come una sorta di istantanea bloccata nella mente, come una foto rimasta ferma ad osservare il mondo che è passato, la vita che è corsa oltre la vita, restando indifferente a tutto quel dolore, a tutta quella gente senza nessuno scrupolo, senza nessuna pietà per il male che ti avrebbero fatto, consapevoli di quel che stavano facendo.

E tu rimani fermo, immobile, a sperare e guardare, ad osservare e soffrire silenziosamente, consapevole del fatto che, quasi sicuramente, nessuno capirebbe davvero cosa senti, e se anche riuscissero a capirlo, probabilmente si fermerebbero a pensare solamente ai loro dolori, ai loro dispiaceri, che sono sempre più importanti dei nostri: chi tenta di ascoltarci sta sempre più male, ha vissuto quelle esperienze prima di noi, è maestro nel sapere cosa si prova, e, figurarsi, non ha quasi mai tempo per sentire quanto stiamo soffrendo, tutto quel che ci fa male, i nostri dolori, le nostre speranze…

E allora che ti resta di fare se non restare fermo, immobile, in silenzio, a soffrire mentre nessuno riesce a rendersene conto, mentre nessuno cerca di capire quanto male tu abbia potuto passare, quanto dolore da poter raccontare, quanti sacrifici inutili, quanti sentimenti e quanta poesia gettata nel vento per colpa di gente senza nessuno scrupolo, senza nessun cuore, ma solo ricche di superficialità e cattiveria!

E allora resti così, cullato dai ricordi per non riflettere, e per non ricordarti quanto questa realtà sia lontana e maledettamente diversa dalla vita che avresti voluto vivere, che avresti sperato di avere per te. E invece no, niente di tutto ciò che desideravi è qui per te…

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