Dai cellulari una speranza nella lotta all'Alzheimer

Può sembrare una contraddizione eppure, dopo anni di studi sugli effetti negativi sul cervello relativi alle onde emesse dai cellulari, pare che proprio da quest’ultimi arrivi una speranza nella lotta all’Alzheimer.

Le onde elettromagnetiche, infatti, potrebbero addirittura avere un effetto benefico a lungo andare, aiutando non solo nella lotta a questa terribile malattia ma anche, cosa ancor più interessante, nella lotta ai danni cerebrali post trauma.

Lo studio, che al momento ha avuto ottimi risultati sui topi, è stato pubblicato sul “Journal of Alzheimer’s Disease“: sono stati utilizzati 96 topi “geneticamente modificati” affinchè potessero sviluppare le cosidette “placche beta-amiloidi“, tipiche di questa grave malattia.
I topi sono poi stati esposti, due volte al giorno per 9 mesi, al campo magnetico generato da un comune telefono cellulare: i risultati sono stati a dir poco sorprendenti. Infatti, i topi che ancora erano agli “stadi iniziali” della malattia, quindi senza ancora aver perso la memoria, risultavano protetti, mentre i topi già affetti dal disturbo vedevano scomparire i sintomi della malattia stessa.

Ovviamente, ci vorrà ancora molto tempo per sviluppare una strategia “anti Alzheimer” valida e per capire quali siano i meccanismi alla base dei miglioramenti analizzati, ma anche per curare i danni cerebrali “post trauma”, spesso quasi totalmente invalidanti.

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