Due volte mille

Due volte mille

Mille sono andati e mille sono andati un’altra volta: mille giorni in cui sono cambiate tantissime cose, ma, principalmente, in cui sono cambiato io.

Mille giorni se ne sono andati silenziosamente: sembrava ieri in cui mille giorni erano il segno di un amore, e soltanto oggi mille giorni sono il segno di una sconfitta, ma anche di una vera e propria rinascita, di un modo totalmente diverso di affrontare la vita… E, in fondo, sono stati i giorni in cui mettere al sicuro se stesso da quello che ne sarebbe potuto venir fuori.

Fa male, sicuramente fa male, ma mille giorni dopo posso dire che avrebbe fatto peggio lasciando tutto com’era: chissà, probabilmente si sarebbe continuati a vivere per inerzia senza mai realizzare nulla di buono. Le convergenze, invece, han voluto che ognuno prendesse strade diverse, realizzando – nel mio caso – se stesso e gran parte dei propri sogni: per carità, resta inteso che tanti altri sogni restano ancora da realizzare, ma chissà che non ci possa sempre riuscire. Anzi, se solo lo voglio non sarà certo impossibile. Fortunatamente, posso ben dire che se voglio, posso: non so se altri possano dire la stessa cosa, e, francamente, neppure me ne frega qualche cosa di saperlo, ma so per certo che io posso averci guadagnato, ma qualcun altro ci ha sicuramente ed abbondantemente perso, e va benissimo così.

Attendo solo il momento in cui le cose gireranno ancora meglio di quanto non facciano per ora, e forse giungerà anche il giorno in cui potrà ridere di questi giorni così maledettamente duri e difficili da passare, dove tutto quel che è stato non ha smesso un solo istante di far sentire la propria presenza.

Per il resto, sono qui a poterlo raccontare: ci si perde dentro, ci si fa del male, si sta male e si deve trovare la forza di farcela ugualmente, ma sono qui a poterlo raccontare. E va bene.

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