E' inutile cercare di cambiare chi non può o non vuol farlo!

E' inutile cercare di cambiare chi non può o non vuol farlo!

E’ inutile cercare di cambiare chi non può o non vuol farlo: il problema è che spesso ce ne dimentichiamo e diamo quasi tutto un po per scontato…

E’ inutile cercare di cambiare chi non può o non vuol farlo: non cerchiamo scuse, mezzi termini, giustificazioni. E’, semplicemente, così e basta, senza girare troppo intorno alla cosa: bello, per carità, magari anche utopico, ma irrealizzabile nella vita di tutti i giorni, sopratutto perché dimentichiamo che se una persona non può o non vuole cambiare, semplicemente non lo farà a prescindere!

Credo sia già sbagliato, a prescindere, l’assunto cardine: cambiare qualcuno. Chi siamo noi per cambiare qualcuno? Perché dovremmo permetterci di cambiare una persona? E’ nostro diritto cambiare il modo di comportarsi di qualcuno, la sua personalità, il suo modo di vivere e di fare? Verosimilmente no, anche se, per amore, qualcuno cambia, o, più semplicemente, si prende la briga non solo di farsi accettare con i propri pregi e difetti, ma anche di accettare l’altra persona con i medesimi pregi e difetti.

E’ una questione logica: se stai chiedendo a qualcuno di cambiare, vuol dire che, di fondo, nutri una sorta di “sofferenza” verso il suo comportamento, perché, evidentemente, qualcosa non ti va del carattere dell’altro, e già questo dovrebbe porti di fronte alla realtà evidente di prendere una decisione senza aspettare altro tempo, senza aspettare, immobile, che un miracolo arrivi e cambi le carte in tavola, anche perché quel malessere e quel non sentirsi a proprio agio potrà soltanto andare a peggiorare, deteriorando sempre di più un rapporto che, ben presto, ti porterebbe a provare dispiacere, rabbia, con un finale, molto probabilmente, già scontato.

E allora, impariamo a guardare in faccia la realtà delle cose: quando vorremmo che chi è accanto a noi cambi in qualche maniera, è già segno di una sofferenza palese, che – a rigore di logica – dovrebbe spingerci a opportune riflessioni. Ne abbiamo davvero il coraggio?

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