E' stato difficile imparare a reinventarsi...

E' stato difficile imparare a reinventarsi

E’ stato difficile imparare a reinventarsi, ricominciare daccapo la propria vita, la propria routine, le proprie giornate, ma è servito!

E’ stato difficile imparare a reinventarsi, imparare a trovare se stessi in mezzo alla gente, in mezzo al vuoto, in mezzo a momenti di difficoltà e di piacere, di sorrisi e di solitudine. Imparare a sentirsi in compagnia anche in luoghi sconosciuti, sopratutto dopo aver perso i luoghi del cuore, i luoghi che rappresentavano casa, famiglia, serenità, in cui sentirsi davvero al sicuro, e, al contrario, imparare a conoscere nuovi luoghi ed inquadrarli come luoghi “sicuri”, come luoghi in cui stare bene, come luoghi in cui sentirsi sereni, nonostante tutto e nonostante tutti…

…Ho vissuto mille e mille serate di solitudine, serate in compagnia del vuoto, o, peggio ancora, circondato da persone con cui mi sentivo davvero solo, con cui sentivo che non avevo nulla da condividere, e questo, forse, è anche peggio dell’essere da soli, perché – si, l’ho provato sulla mia pelle – stare in mezzo a gente che ti fa sentire vuoto e trasparente è anche peggio del restare da soli, dentro una stanza. Ma non è certo bello restare nel vuoto di quattro mura, a sentire la gente, felice, in lontananza, che canta, ride, scherza nelle sere d’estate, con le auto che sfrecciano lungo la strada, in direzione di chissà cosa, di chissà quale strada, di chissà quale meta.

E si piange, si piange tanto e quasi nessuno vede le tue lacrime, e seppure le vede, purtroppo, può fare davvero molto poco per rasserenarti, perché è dentro di te che deve cambiare qualcosa, che deve arrivare quel cambiamento silenzioso che faccia la differenza. E piano piano arriva, ma devi soffrire, e devi soffrire tanto: ad un certo punto, però, senti che ti nasce dentro un vaffanculo sempre crescente. Ed è forse quello il momento in cui tutto cambia!

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