
Ed io dovrei anche stare zitto? Secondo te io dovrei stare in silenzio ad accettare questa totale e stupida follia? Ma non esiste!
Ed io dovrei anche stare zitto? Ma anche no!
E secondo te io dovrei anche stare zitto ed accettare questo stato di cose e questo finale che tu hai scritto solo per pretendere di uscirne vincitrice? Ed io dovrei accettare il finale che tu hai scritto pretendendo di raccontare una narrazione degli eventi in cui c’è qualcuno che fa soffrire e, per giunta, pretende anche di uscirne vincitore? Ma non esiste proprio, e non esisterà mai! Non sono mai stato zitto di fronte a nessuna ingiustizia e non intendo, di certo, iniziare adesso, soprattutto perché il prezzo della verità lo sto piangendo sulla mia pelle, con la sofferenza fisica ed interiore che tu mi hai scagliato addosso, e della quale non ti sei mai voluta assumere nessuna responsabilità.
È troppo facile così: è troppo facile distruggere i sogni di una persona piena d’amore per te e sfruttare le sue ferite per farlo soffrire ancora di più, e pretendere pure che resti in silenzio nella sofferenza che tu mi hai gettato addosso, nel dolore fisico, nelle notti insonni, nelle serie passate a piangere e stare male da solo, a guidare di notte per la città mentre soltanto io conosco il mio dolore. È troppo facile crogiolarsi dentro calde coperte senza sentire il peso della propria coscienza, e pretendere anche che qualcuno resti nel silenzio del dolore che tu gli hai causato rimanendo a piangere senza poter dire neanche una parola.
Così è troppo facile, e restare in silenzio di fronte a tutto questo equivale ad avallare una vera e propria violenza che va combattuta con tutti i modi possibili, ma mai restando in silenzio, e pretendendo, magari, che la storia venga scritta proprio da chi la storia l’ha distrutta, da chi sa ragionare solo facendo male, da chi sa ragionare solo per orgoglio e per vendetta, accecato da una rabbia indescrivibile che si è sempre portato dentro e non ha mai avuto il coraggio di raccontare a nessuno, di buttare fuori in qualche modo.
Eh no, non mi dispiace per niente. Ma non intendo stare zitto di fronte alla mia sofferenza. E rassegnati: non lo farò. Perché non è accettabile pensare che chi ti ha fatto del male finisca anche con il trasformarsi in vincitore o vincitrice di non si sa neanche che cosa, lasciandosi alle spalle, nella più totale indifferenza, il dolore scagliato addosso chi ha soltanto la colpa di avere il cuore così grande, così pieno d’amore e di sentimento, nonostante tutto il male subito, nonostante i giorni trascorsi in lacrime, nonostante le notti trascorse a guidare in mezzo al panico, in mezzo a quella sensazione di esplodere da un momento all’altro, nella totale solitudine ed indifferenza del mondo, e di chi lo ha ridotto in questo modo.
Non posso accettare di stare zitto di fronte a quelle notti passate a piangere in mezzo alla città vuota e silenziosa, in mezzo alla più totale indifferenza. Non posso accettare il peso di un dolore scagliato solo come arma di vendetta, come arma di stupida ed incontrollata rabbia, solo e soltanto per la voglia di veder soffrire qualcuno. Un progetto di stupida ed assurda vendetta che non risparmia nessuno e non ha nessuna morale, e che pur di essere realizzato, coinvolge chiunque e non risparmia neppure di prendere in giro chi crede di essere amato davvero, ma è soltanto una inutile ed inconsapevole pedina del tuo assurdo gioco di vendetta. Non posso affatto stare zitto di fronte a quanto dolore mi hai caricato addosso senza nessuna pietà, di fronte a quanta sofferenza mi hai gettato addosso solo per il gusto di vedermi soffrire, e non posso di certo stare zitto davanti alla tua sete di vendetta, ed al tuo misero tentativo di trasformare la vittima in carnefice. Non posso farlo, perché conosco il peso che tutto questo dolore ha su di me. Non posso farlo perché conosco la verità. Non posso farlo per tutte le notti che ho trascorso a piangere lungo le strade, a macinare chilometri sopra chilometri senza giungere mai a nessuna meta, a fingere indifferenza passando davanti casa tua, mentre in realtà mi sentivo esplodere dentro. Non posso farlo perché soltanto io so quanto mi costa continuare a portarmi addosso il peso dei miei sentimenti e della grandezza del mio cuore, del non saper odiare neppure chi mi ha ridotto in questo modo, chi mi ha distrutto per sempre i sogni ed i progetti di tutto l’amore che avevo dentro. Non posso farlo nel rispetto delle lacrime che continuo a piangere ormai da troppo tempo, e per rispetto di tutti gli abusi psicologici che ho dovuto subire restando sempre nel silenzio.
E secondo te io dovrei stare zitto di fronte a tutto questo? Dovrei stare zitto di fronte a chi pretende di aver scritto un finale forzato dove il male vince sul bene? Dove trionfa la vendetta, la rabbia ed il rancore?
Mi dispiace, ma io non posso stare zitto, e non intendo farlo. Perché non posso accettare che l’odio vinca sul bene.




