
Eppure volevo solo poche semplici cose, ma nonostante tutto non sembra essere servito, ed è davvero un peccato sprecare il cuore così…
Eppure volevo solo poche semplici cose: non chiedevo, certo, cose così impossibili…
Eppure volevo solo poche cose: avevo soltanto pochi sogni che mi sono sempre portato appresso, ed erano poche cose in cui credevo davvero, che davvero speravo potessero essere la parte più importante della mia vita. Ma nonostante tutta la speranza che ho sempre investito in quei sogni, purtroppo mi è stato impedito anche soltanto di pensare a poterli realizzare. E alla fine non era niente di così estremo o difficile: volevo soltanto avere una vita lontano dal dolore dell’abbandono, in cui avessi avuto accanto una persona davvero affezionata, una persona che davvero viveva per me e davvero mi riteneva la cosa più importante della sua vita. Volevo soltanto una persona con cui condividere un progetto vero, un’idea condivisa di futuro e di speranza. Volevo sposarmi, avere dei figli, avere una famiglia tutta mia ed essere felice e realizzato in maniera semplice, senza estremizzazioni, senza nessun tipo di esagerazione. Mi bastava poco, ma che fosse vero, ma che fosse sincero. Ma che fosse per sempre.
Ed invece, tutto si è distrutto. In tantissimi continuano a dirmi che “nulla è perduto, e poi non è affatto vero che l’età gioca a mio sfavore”, ma su via: cerchiamo di essere realisti e ragionevoli. Se fosse davvero come dite voi, la vita non avrebbe necessità di imporre dei ritmi, di imporre delle tempistiche. Se fosse realmente così, gli uomini si sposerebbero ad ottant’anni e farebbero figli a novanta, le donne continuerebbero a procreare fino ad età molto molto avanzate. Ma la realtà è che quando dite queste cose non ci credete neppure voi, perché lo sapete perfettamente che, superata una certa soglia di età, tutto è in salita e difficile.
Alle volte passo intere giornate a chiedermi perché io sia stato condannato a provare questo dolore che dura ormai da quasi dieci anni: ho sempre dato il massimo, ho sempre dato il rispetto, educazione, sani principi morali, non ho mai tradito, non ho mai fatto nulla che fosse davvero dettato dal cuore… Eppure cosa ha ottenuto? Sulla mia strada ho soltanto incontrato persone incapaci di amare, incapaci di dare valore e vero sentimento alla persona che avevano davanti, fin troppe volte opportuniste e spesso atrocemente cattive, spietate e senza cuore, indifferenti finanche di fronte alla distruzione, al pianto figlio di tutta questa indifferenza.
Mi chiedo solo cosa ho sbagliato, e continuo a domandarmi “perché”… Perché proprio io? Perché proprio a me, che volevo amare così profondamente di intensamente? Perché proprio a me che avevo un progetto di vita così importante?
E smettetela per una santa volta di dire “pensa a chi sta peggio di te”, perché è una vita che rompete i cazzi continuando a dire sempre la stessa frase. Per una volta, fate le persone mature, ed iniziate a guardare chi, invece, sta meglio, e cercate di domandarvi perché a te non sia permesso. Anzi, aspetto il primo deficiente che cercherà di chiuderla facilmente dicendo che “faccio la vittima” e “mi piango addosso”. Lo so che vi viene difficile usare quel poco di cervello, ma almeno provateci!
Ma soprattutto, per una santa volta, cercate di mettervi nei panni di chi prova questa sofferenza così atroce e profonda, senza farlo sentire sbagliato a tutti i costi ma cercando di capire, cercando di comprendere. Per un solo istante cercate di provare il medesimo dolore che sento dentro quando mi accorgo di tutto quello che ho passato, quando mi accorgo di tutto il dolore che gli altri mi hanno scagliato addosso, e ricordatevi che il vostro dolore non è affatto differente dal mio solamente perché il vostro è visibile ed il mio no. La sofferenza è che ci porta a piangere ogni notte è assolutamente la stessa, e non è certo una gara a chi soffre di più. Per una sola volta, almeno, cercate di capire come si riduca una persona dopo tanti anni di sopportazione e di disperazione, di mortificazione e di cuore frantumato in pezzi sempre più piccoli, e cercate di capire cosa si possa provare nell’affidare il tuo cuore ad una persona che, prima o poi, lo scaglierà in terra sorridendo soltanto per il gusto di farti del male. Per una santa volta, cercate di capire cosa si prova cosa ho provato e cosa continuo a provare, e ringraziate che non potete vivere i momenti di estrema disperazione e dolore che talvolta mi ritrovo addosso.
E mi chiedo soltanto perché. Perché non mi è stato permesso? In fondo, desideravo soltanto poche semplici cose.




