Frangenti di un dolore antico

Frangenti di un dolore antico

Frangenti di un dolore antico, che mi riporta indietro a vecchi ricordi, a vecchie storie che ho messo da parte ma che, certe volte, tornano…

Frangenti di un dolore antico, di persone e ricordi che pensavo di aver accantonato e che – si – avevo messo di lato, ma che certe volte, maledettamente, ritornano prepotenti, sopratutto in quei traguardi che ho raggiunto e che, precedentemente, avevamo raggiunto insieme, avevo raggiunto pensando che avremmo percorso ancora tanta strada insieme.

E invece, per tutte quelle maledette idee, per tutti quel silenziosi dolori che si accumulano, le strade si sono divise, ma certe volte i pensieri sembrano non volere sentire ragioni, non voler sottostare alle regole del tempo che è passato, ai silenzi che si sono sempre più stratificati, sempre più divenuti grandi e difficili da gestire, pesanti nel loro essere e nel loro apparire.

E così, la mente ritorna agli odori, ai profumi, alla sera calda, a quei momenti che abbiamo condiviso pensando che ce ne sarebbero stati tanti e tanti altri: eppure, la cosa che mi fa più male è sapere che tutto ciò in cui abbiamo creduto e per cui abbiamo lottato sia stato ucciso per una precisa scelta, per un preciso volere mirato a dire “basta, non deve esistere più nulla”, ed è proprio partendo da questo assunto che mi rendo conto che si è dato un peso diverso a quei sentimenti.

Io, ad esempio – ed è una cosa che ho detto fin dal principio – non avrei mai e poi mai ucciso quel sentimento, quegli sforzi, quell’averci creduto fino alla fine, e sono felice di non essere stato io l’artefice di quella fine che mai avrei messo in atto. Mai e per nessun motivo al mondo, perché ogni difficoltà si supera se c’è un volere condiviso.

Semplicemente, basta volerlo. Basta volersi.

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