Hai fatto tutto da sola

Hai fatto tutto da sola

“Hai fatto tutto da sola”: ne parlavo giusto l’altro giorno, e concordavamo esattamente su questo punto. Triste, si, ma ognuno è artefice del suo destino…

“Hai fatto tutto da sola”: una triste realtà, specie per gli strascichi che si lascia dietro, per le certezze che il tempo ha, poi, reso chiare.

Se, inizialmente, credevo che quel trattamento così cattivo, scellerato ed impietoso fosse stato riservato esclusivamente a me, con il tempo mi sono reso conto che questo non corrisponde a realtà, e che in tanti sono passati attraverso questa strana quanto crudele mannaia, come se gli affetti e la vita fossero stati, volontariamente, formattati.

Per carità, so che non è esattamente tutto come sembra, perché so cosa, realmente, c’è dietro tutto questo, così come so che non è cattiveria, ma c’è qualcosa di molto più profondo, ma è un tipico caso in cui, oltre a provare pietà, pena e dispiacere, nessuno può far nulla se non aspettare che tu tessa comprenda i tuoi errori, i tuoi ennesimi errori.

Sei grande abbastanza, ormai, per renderti conto di come ogni azione ha una sua reazione nella vita, e di come ogni nostro modo di agire abbia precise conseguenze sul nostro tempo, sulle nostre azioni e sul nostro vivere quotidiano: quando decidiamo di cancellare un amico, un amore, un parente, una storia, un passato, un futuro dalla nostra vita, automaticamente ci precludiamo ogni possibilità di movimento e di cambiamento, consapevoli del fatto che stiamo, volontariamente, mettendo in atto un cambiamento, una modifica alla nostra vita e alla nostra storia presente e futura.

Tutti bei discorsi, certo, che andrebbero fatti con chi comprende realmente il significato di un azione, chi la pondera realmente: la verità è che non te ne rendi conto, ne con me, ne con tanti altri passati tramite la tua stessa ghigliottina. Ma io non ti giudico e non ho nessun tipo di rancore per tutto questo: penso soltanto che sia davvero triste. Questo si.

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