Ho chiuso quella pagina con grande coraggio

Ho chiuso quella pagina con grande coraggio

Ho chiuso quella pagina con grande coraggio, e solo io so quanto mi sia costato chiudere una parte della mia vita, ma dovevo farlo. Lo dovevo a me!

Ho chiuso quella pagina con grande coraggio, e non è stato semplice accettare che potevo e dovevo andare avanti, non certo per qualcuno, no. Ma per me. Dovevo farlo per me, dovevo farlo per il mio tempo, per la mia vita, per il mio pensare ad un futuro diverso e migliore. Dovevo e potevo necessariamente pensare a qualcosa di diverso che non fosse la mera sofferenza rimanente alla fine di una storia che, a conti fatti, non ti ha dato nulla e non ti ha lasciato nulla!

In fondo è vero: la prima mano di aiuto dobbiamo darcela da soli, ed essere pienamente coscienti di come e quanto le cose possano cambiare se decidiamo che è il momento che questo accada, senza scuse, senza i soliti motivi per procrastinare un cambiamento che può salvarci la vita e permetterci di svoltare verso un miglior modo di intendere il tempo e il suo essere produttivo, senza più pensare a quel che volontariamente ci stiamo lasciando alle spalle, come nessuno – in fondo – ha fatto con noi, senza nessuna pietà, senza nessuna remora, mettendo se davanti a tutto e tutti.

Un egocentrismo fastidioso ma opportuno, triste ma necessario, impossibile da accettare eppure corretto, che anche noi possiamo vivere volontariamente. Si chiama “amor proprio”, e ci obbliga a rendere davvero migliore questo nostro tempo, senza cercare scuse imbarazzanti per non cambiare ciò che necessita un vero cambiamento.

È giunta l’ora di crescere, e ciò richiede di essere coraggiosi, anche chiudendo intere pagine della nostra vita che non ci portano più a nulla tranne che ad un vuoto di emozioni. Un vero e proprio spreco di tempo e risorse che non possiamo permetterci. Cambiamo, ma facciamolo per noi, e per la nostra voglia di diventare persone migliori!

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