Ho detto "basta"

Ho detto basta

Ho detto “basta”: un pomeriggio ho perso la pazienza e mi sono preso la responsabilità di cambiare davvero l’andazzo delle cose!

Ho detto “basta”: un bel pomeriggio ho perso la pazienza – ma l’ho persa davvero – e ho buttato via tutto quello che era di superfluo. Ho tolto ogni zavorra che mi tenesse ancora – stupidamente ed illusoriamente – attaccato ad un passato che nemmeno esiste e che non deve più esistere. Ciò che di buono si può salvare da quel passato – sempre che qualcosa di buono da salvare ci sia – lo terrò ben nascosto tra le pieghe dei ricordi, magari tra qualche foto. Ma tutto il resto, semplicemente, va tolto.

E così ho buttato giù un armadio: via tutto, via tutto quello che è superfluo, via tutto quello che non ha alcun senso, via tutto quello che non rappresenta altro se non un ingombro, qualcosa da ignorare, qualcosa da lasciar perdere davvero. Mi ha un po fatto sorridere la faccia stranita di chi mi guardava credendo che fossi un po matto: no, nessuna pazzia – anzi, sono fin troppo lucido! – ma soltanto il sacrosanto diritto di dire “basta”, di essermi rotto le scatole, ma essermele rotte per davvero.

Ad un certo punto mi sono, semplicemente, reso conto che non aveva alcun senso perseverare, conservare, rimembrare: a quale scopo? A quale fine ultimo? Perché? E’ chiaro che nulla ha alcun senso logico, che nulla ha alcun motivo di esistere, di essere mandato avanti, e la forza dello strappar via anche le ultime possibilità di un ricordo rappresentano una crescita, un bisogno di cambiamento che va assolutamente innescato, instaurato, o, in linea generale, che va fatto partire da qualche parte, e quella “parte” è la nostra volontà e bisogno di cambiare.

Un bel giorno ho detto basta e ho deciso che era il tempo di cambiare. E penso di non aver potuto fare una cosa migliore.

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