
I giorni di un dolore necessario, per distruggere e ricostruire, per rialzarti, ancora una volta, e cercare di reagire in ogni modo che puoi…
I giorni di un dolore necessario, per tornare a vivere davvero.
E’ un momento difficilissimo della vita: sto avendo tantissime soddisfazioni professionali, e questo va detto, e sto avendo tante soddisfazioni umane, ma è un momento di estrema difficoltà a livello interiore e personale. Sto mettendo in atto profondi e necessari cambiamenti nella mia vita, alle mie giornate, ai miei ritmi, anche perché nuove sfide professionali me lo impongono, e sto distruggendo quello che è stato il mio equilibrio personale fino ad ora, e che, adesso, non è più valido.
Sto ingoiando tantissimi bocconi amari, e va bene così. Ancora di più, sto cercando di distruggere tutto quello che è stato e sto cercando di costruire, per l’ennesima volta nella mia vita, qualcosa di nuovo e di diverso, perché il vecchio equilibrio, purtroppo, non è più valido, e non posso proseguire la mia vita ancora mantenendo quell’equilibrio che è stato invalidato volontariamente. Fa malissimo: non so se qualcuno di voi ha mai fatto riabilitazione, fisioterapia. Io ho visto tantissima gente soffrire per riprendersi da un’incidente, da un problema, da un’operazione, e sapete perfettamente quanto si soffra, quanto ci si distrugga dal dolore. Ma è un dolore necessario per guarire. Ed è quello che sto facendo io, e che sta capitando a me. Si piange, si piange tantissimo, si piange in silenzio, si piange nei momenti di vuoto, si piange nei momenti in cui senti che in casa manca quella persona, la sua voce, il suo profumo, le sue risate, le sue canzoni…
So solo che si sta molto male. E si soffre, si piange come un cane, e senti gli occhi che ti bruciano e le lacrime calde che rigano il tuo volto, e ti rendi conto che non meriti tutta questa sofferenza, che non meriti tutto questo dolore. Per fortuna, c’è tantissima gente che, in questo momento, cerca di starmi accanto. Eppure, non mi sarei mai aspettato che potessero esserci tante persone, le persone di sempre, le persone che mi conoscono da sempre, che potessero davvero stringersi a me in maniera così unanime e così umana, tutte con lo stesso unanime pensiero nel volermi dire che è stato ingiusto, e che non ho niente da rimproverarmi. E questa cosa, davvero, non posso non prenderla in considerazione.
E poi, da qualche tempo ho riscoperto una persona. Anzi, ci siamo riscoperti. E sento che il tempo con lei mi rende migliore, e lei lo sa, esattamente come so che il mio tempo rende migliore lei.
Non so se mai questa cosa ci porterà da qualche parte e non lo voglio nemmeno sapere. So solo che, in questo momento, questa persona c’è. E sentire la sua voce, e stare in sua presenza, mi fa stare bene, perché anche lei è rotta e ferita come me, ed ha paura di lasciarsi andare, ed ha paura di esporsi. E la capisco. La cosa importante è che, in questo momento, mi sto concedendo di piangere, di piangere moltissimo, di piangere in qualsiasi momento, di piangere nel cuore della notte. Sto cercando in tutti i modi di rivedere i miei orari ed i miei ritmi, e vi assicuro che è tremendo riuscirci, specialmente per chi, per questioni professionali, è sempre stato costretto a vivere di notte e dormire di giorno. Vi assicuro che è schifosamente difficile tornare ad alzarsi alle otto del mattino, o almeno cercare di farlo.
E badate bene: nessuno mi obbliga a farlo. Sono io che lo sto obbligando a me stesso. Nonostante potrei benissimo continuare a fregarmene, ma mi sto letteralmente distruggendo…
Semplicemente, è un momento molto difficile per la mia vita, perché, per l’ennesima volta, qualcuno mi ha distrutto a mille pezzi e ha preteso di scaraventarmi a terra. E adesso mi tocca rialzarmi, di nuovo, per l’ennesima volta, pur sentendo la mancanza ed il dolore di chi mi ha trattato così. E’ un momento difficilissimo della mia vita, perché, per l’ennesima volta, devo ricostruire dalle macerie. Ma non voglio smettere di ringraziare quelle persone, le più strette, che mi scrivono ogni giorno, che mi sopportano, che continuano a sentirmi piangere per ore, anche nelle lunghe passeggiate a sera, o di notte. Anche se, la maggior parte delle volte, piango da solo, in macchina, sui marciapiedi, e nessuno se ne è mai reso conto.
Non so come andranno le cose. So solo che sto facendo sforzi disumani che mi stanno distruggendo psicologicamente e – ahimè – fisicamente. Spero solo che passi. Che passi tutto questo. Spero di riuscire a dimenticare tutto e tutti come hanno fatto con me.
E spero di rendermi conto che sto solo subendo il male che mi è stato fatto.




