
Il bello che resta, oltre tutto il male, il dolore, tutto quello che è stato… Resta un grande senso di ricordo, di colori, di gioia…
Il bello che resta, anche dopo tutto quel tempo passato…
Man mano che il tempo passa, ti rendi conto che di tutto quel dolore e di tutto quel male che hai ricevuto resta, in qualche maniera, qualcosa di bello, qualcosa che si perde nei ricordi di un tempo che se n’è andato via, ma che esiste, di certo, dentro di te. Sia chiaro: questo non vuol dire che il dolore non ci sia o che si possa cancellare tutto quanto con un colpo di spugna, perché sarebbe ipocrita credere che sia così… Diciamo che, accanto a tutto quel dolore, resta qualcosa di bello, qualcosa che ti fa stare bene ricordando bei momenti trascorsi e frangenti che sembrano non essere mai andati via del tutto. Nei miei ricordi vive ancora l’azzurro del pomeriggio, i colori della sera e gli odori che solamente quei momenti sapevano avere e sapevano regalarti. In qualche modo, qualcosa di bello sembra essere rimasto di quei giorni che sembravano così pieni di speranza, in quei momenti così pieni e ricchi di colori, di piccole gioie che sapevano regalarti immense emozioni. Sembrano passati secoli, ma, a conti fatti, è passato davvero poco tempo: gli alberi hanno perso i loro frutti, e i fiori, adesso, restano in terra a marcire, ma nulla potrà mai, davvero, cancellare le sensazioni di gioia che solo i nostri cuori sapevano donarci, perché era qualcosa di magico, di unico, e di davvero irripetibile. La vita mi ha insegnato che non è del tutto vero il fatto che non capitino le seconde opportunità e le seconde possibilità: per mia esperienza, posso dire che le seconde opportunità esistono, specialmente quando si decide, in maniera volontaria e lucida, di crearle e farle esistere davvero. E mentre il leggero calore di questa prima notte di primavera, così magica e particolare, mi accompagna nei miei pensieri, ritorno a sentire così forte il ricordo e la gioia di quei momenti, il sole caldo dell’estate ed il freddo di quelle uggiose domeniche pomeriggio d’inverno. E mentre questo venticello caldo mi accarezza il viso, mi illudo che siano le tue mani.
E tutto mi parla ancora di te.




