Il diritto di essersi rotto le palle

Stop alle rotture di palle

Arriva un preciso istante in cui, per un motivo o per un altro, cediamo all’immarcescibile diritto di esserci rotti le palle…

Esiste un sacrosanto diritto di ognuno: quello, una volta giunti al culmine della sopportazione, di poter liberamente affermare di esserci rotti le palle. Il diritto ad esserci stufati è un diritto che andrebbe sancito come basilare per l’uomo, come l’istruzione, la salute e l’acqua.

Andrebbe davvero chiarito che, quando ogni giorno, da giorni, te ne accade una diversa, ed una più dannosa e più complicata dell’altra, quando ricevi delusioni su delusioni da tutti, anche da coloro che, realmente, avresti ritenuto insospettabile nel ferirti, quando ti alzi la mattina e hai già sulle spalle un carico di problemi pesante come trenta treni messi insieme, quando ti accorgi che, realmente, non hai niente di buono da poter prendere, deve, obbligatoriamente, giungere il momento di affermare lo status di palle rotte.

Se permettete, è un po come quando uno stato entra in guerra, piuttosto che come quando il Presidente o il Sindaco si dimettono: è una sorta di status vacuum in cui nulla è realmente valido tranne lo status insistente.

Quando si dichiara, apertamente, di esserci rotti le palle, ma davvero, si dovrebbe aver diritto a mandare a fanculo tutti, buttare tutte cose all’aria, lasciare perdere i problemi da risolvere,  le responsabilità che si son ovenute a creare o che qualcuno ha creato per noi, le paure, le ansie, la gastrite da stress. Fanculo a tutto e a tutti: si dovrebbe veder riconosciuto il diritto di prendersi un mese di ferie, andare dove ci pare e ci piace, respirare, cancellare dalla mente tutte le ansie che ci uccidono giorno dopo giorno.

Si potrebbe considerare come un’estensione del diritto alla salute: ti pare poco, finalmente, eliminare lo stress, la gastrite che ti trasforma in lava nello stomaco anche un solo bicchiere d’acqua, la rabbia, le lacrime, le ansie, le notti insonni? E sopratutto, non è forse un diritto la tranquillità?

Ecco come lo chiamerei: diritto alla tranquillità. O parimenti, diritto a non aver le palle rotte da nessuno!

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