Il dovere di rispettarci

Il dovere di rispettarci

Il dovere di rispettarci, perché il dovere deve sempre, prima di tutto, partire da noi: siamo noi i primi a cui dobbiamo rispetto!

Il dovere di rispettarci: il dovere di rispettare noi stessi e ricordarci che dobbiamo essere i primi a volerci davvero bene!

Ho il dovere morale di dover seguire il mio dolore, la mia mente ed il mio cuore. Mi rendo conto che, come ho ripetuto tantissime volte, la sofferenza degli altri da sempre fastidio, e, spesso, si preferisce direttamente voltare lo sguardo dall’altra parte. Ma in questo preciso momento della mia vita, ritengo sia giusto agire non soltanto nel modo in cui mi detta il cuore, ma anche in quello in cui mi detta la dignità ed il rispetto che devo a me stesso, alla mia dignità e ai miei sentimenti, che troppe persone hanno cercato di distruggere per il gusto di vedermi soffrire. Se poi non lo volete capire, o preferite non capirlo, il problema non è mio: di certo, non resterò a guardare. Probabilmente sarà una battaglia che affronterò da solo e solo con me stesso, e va anche bene così, perché sono abituato. Ma non è un problema mio se si preferisce non capire: in questo preciso istante devo fare quello che ritengo meglio per me e che mi fa stare meglio nel mare di dolore che sento, e che non è di certo uno scherzo come molti possono immaginare.

Vedete cosa: quando sei circondato dall’insensibilità, quando sei circondato da chi non si rende conto che il vero problema è fare del male alle persone, quando non ci si rende conto che chi prova sulla sua pelle il sapore dell’ingiustizia, della violenza psicologica, del maltrattamento dei propri sentimenti e della propria dignità ed integrità morale e personale, ha tutto il diritto di non stare in silenzio, è facile ritrovarsi ad essere il bersaglio, ad essere quello da usare come “capro espiratorio”, come la “panacea iniziatrice” di tutti i problemi. Lottare contro gli altri e contro se stessi diventa estenuante, soprattutto quando noti che gli altri fanno tutto il possibile per cercare di farti sentire colpevole, verosimilmente per togliersi la propria merda di dosso cercando di sporcare gli altri (ed è storia vecchia, è sempre stato così!). La differenza la fa chi non sta in silenzio, chi parla, chi si sfoga, chi cerca di trovare pace ed equilibrio contro gruppi di persone indifferenti e vuote, false, meschine e senza coraggio: è davvero complicato far comprendere a queste persone, secondo cui la verità e la correttezza sia nel mettere in atto il gaslighting, la punizione, l’abbandono, che la loro narrazione è falsa e deviata, che non è così che ci si assume la responsabilità di aver sbagliato.

Sono fiero di non essere mai scappato di fronte a niente e a nessuno, ma ho subito tantissimi torti e tantissimo dolore, e il rispetto che ho verso me stesso e verso la mia persona mi impone di non potere minimamente stare in silenzio. E pazienza se per qualcuno passerò per “vittima”, me ne farò una ragione: già questo tipo di ragionamento, ovvero di rendere carnefice chi subisce il dolore, fa selezione, e ti fa capire chi allontanare e perché. Se c’è una cosa che queste settimane mi hanno insegnato è che ci vuole coraggio per portare avanti la verità, specialmente quando è scomoda. Specialmente quando la puoi dimostrare. Specialmente quando gli altri scappano come ratti. Ed io ho il massimo rispetto per me stesso, ed ho imparato ad avere il massimo rispetto per me stesso.

E la mia deontologia e rispetto personale mi impongono di non potere stare in silenzio ad accettare simili ingiurie.

Scrivi un commento

SEGUIMI ORA SU INSTAGRAM: Scopri i reel, le dirette e tantissimi contenuti esclusivi! CLICCA QUI!