Il limitatore e l'infelice

Il limitatore e l'infelice

Il limitatore e l’infelice, ovvero quando la natura di una persona non si può cambiare ne sperare che possa mutare, d’improvviso, in meglio…

Il limitatore e l’infelice: sembra il titolo di una favola, ma vi posso assicurare che di fiabesco c’è veramente poco o nulla. E’ la storia – più che altro – dell’esperienza che ho accumulato con gli anni, che mi ha insegnato come la natura insita di ognuno noi – o, se preferite, la “struttura di personalità”, come la chiamano quelli bravi – non si può cambiare, neppure se speri con tutte le tue forze che muti, d’improvviso, in meglio.

Talvolta, infatti, si diventa dei limitatori, sopratutto per coloro che – per loro indole – necessitano di vivere una vita senza regole e senza compromessi: nell’esatto istante in cui tenti di dare un senso logico ed ordinato alla routine quotidiana, stabilendo – nei limiti del possibile e nel rispetto della libertà umana – un minimo di ordine, diventi, di fatto, un “limitatore”, un “pericolo alla propria necessità di esprimersi senza regole”, e per questo – nel 99,9% dei casi – vieni, dai fatto, “tagliato fuori” dalla vita di costoro, visto che diventi una sorta di “nemico” alla loro libertà di essere completamente senza regole e al più totale sbando!

Chiaramente, dico questo perché ho affrontato diverse volte simili esperienze, e col senno di poi posso realmente dire che non c’è via di scampo a simili situazioni se non assecondare le voglie autodistruttive e sregolare di costoro oppure tagliare la corda. Fine: non esiste altra alternativa al bianco oppure al nero, senza nessuna vita di mezzo che riesca a trovare un compromesso laddove un compromesso non può assolutamente esistere con queste particolari strutture di personalità, che hanno bisogno di estremizzazione, di emozioni forti per sentirsi vivi, quando spesso, purtroppo, muoiono dentro…

L’umile consiglio che posso dare, a questo punto, è quello di non ridursi mai al ruolo di limitatori, ma scappare via verso chi preferisce avere il limite della decenza. Possibilmente condiviso!

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