Il passato è passato, ma il dolore resta nel presente

Il passato è passato ma il dolore resta nel presente

Il passato è passato, ma il dolore resta nel presente: tocca a noi l’arduo compito di cercare il modo per “mediare” e sentirlo sempre meno…

Il passato è passato, ma il dolore resta nel presente: ne parlavo, qualche giorno fa, con un amico, che mi raccontava come spesso – io per primo – tendiamo a restare “ancorati” al passato in maniera assolutamente inutile ed improduttiva, anche perché non può esserci nessuna produttività nel restare ancorati a qualcosa che non esiste più, come se avessimo l’assoluta certezza che le ceneri di amori, di sentimenti, di amicizie, di persone, si ridestino magicamente come l’Araba Fenice e tornino a vivere e a farci vivere momenti di vera e pura magia. Bello, ma assolutamente impossibile.

Ci pensiamo, ci ripensiamo, cerchiamo di trovare strade che ci allontanino dai ricordi e dai momenti, ma ci rendiamo conto che tutto ciò ci manca, e ci manca maledettamente: che poi, a ben riflettere, bisognerebbe capire cosa ci manca davvero, ovvero se ci manca la persona o ciò che rappresentava, specialmente quando sai che ciò che hai vissuto, ciò che hai amato è stata mera e stupida illusione, come se niente fosse mai esistito davvero, come se avessi amato e dedicato il tuo tempo a qualcuno o qualcosa che, in realtà non è mai esistito, perché era tutta una lucida ed insensata follia, che non poteva avere nessun altro senso e nessun altro finale se non quello che ha avuto.

Però, cazzo, quelle emozioni mancano veramente, perché le hai provate davvero: la bellezza e l’odore delle serate d’estate a me mancano davvero, le luci delle strade, la magia di quelle serate bellissime, le mani nelle mani, l’odore dei fiori, mi manca davvero, non per finta o per scherzo.

Ecco perché mi rendo maledettamente conto che il passato è passato, è vero, ma il dolore resta nel presente. E si fa – talvolta – atrocemente sentire…

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