Il silenzio della notte dopo le tante urla del giorno

Il silenzio della notte dopo le tante urla del giorno

Il silenzio della notte dopo le tante urla del giorno, a ricordarti come la solitudine, spesso, esista non necessariamente nel vuoto…

Il silenzio della notte dopo le tante urla del giorno, dopo che hai vissuto emozioni, ansie, paure, idee, ti sei speso, hai cercato di fare il più possibile, e, improvvisamente, tutto si placa, e la sola cosa che resta è la pioggia che scende, silenziosa e leggera, quasi senza un accenno di rumore: resti li, a cercare di capire cosa sia successo e perché, e non riesci a venirne a capo anche se ti sforzi, anche se guardi oltre, anche se ti fermi a pensare…

…Eppure, la solitudine esiste a prescindere dal vuoto e dal silenzio: paradossalmente (ma neanche tanto), spesso si è soli anche in mezzo alla gente, anche in mezzo alle urla, alla gente che corre, alle persone che schiamazzano, alla gente che corre da una parte e dall’altra come se non ci fosse più tempo, e tu, incredibilmente, sei solo, e non riesci a capire come possa essere possibile che si rimanga soli, che si resti silenziosamente da soli anche tra migliaia di persone, tra migliaia di persone e personaggi che pensano, che guardano, che osservano, che ricordano, che ridono, che vivono!

Sembra strano, sembra curioso, sembra paradossale, ma mi rendo conto che – al contrario – accade decisamente più spesso di quanto non possiamo immaginare, e lo so anche perché in tanti, diverse volte, mi hanno raccontato di vivere questa strana sensazione di solitudine pur restando in mezzo alla gente, che, per quanto gente sia, sono pur sempre estranei, spettatori silenziosi di vite altrui, companatico, cornici delle vite degli altri per i quali – ahimè -siamo soltanto numeri silenziosi…

E intanto la pioggia continua a strisciare sui vetri, il vento soffia e piega le foglie ed i rami, ed io resto fermo, a cercare, ancora, di capire…

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