
Il valore di queste lacrime, che per nessun motivo sento di dover nascondere o far finta che non esistano… In fondo, perché dovrei?
Il valore di queste lacrime, di cui soltanto io conosco davvero il peso…
In questi mesi – che, a breve, diventeranno un anno -, moltissime persone mi hanno fatto notare quanto io, secondo loro, sbagliassi nel raccontare a cuore aperto la sofferenza di questi miei giorni. In tanti mi hanno detto quanto possa essere errato dare soddisfazione proprio a chi mi ha ridotto in questo modo, non avendo nessuna pietà di me e di tutto ciò che avevo nel cuore, dei miei sentimenti e del vuoto che avrebbero volontariamente lasciato soltanto per il gusto di farmi del male e vedermi soffrire. In fondo, stiamo parlando delle stesse persone che continuavano a ripetermi che “non sarebbe stato piacevole, per loro, avere la consapevolezza della mia sofferenza, sapendo, peraltro, di esserne gli artefici”.
Sono le stesse persone che continuavano a ripetermi come “i sentimenti ed il cuore non fossero interruttori da premere per spegnere immediatamente tutto ciò che si prova”, e che “avrebbero continuato a pensare e ripensare a tutto ciò che è stato, probabilmente pentendosi anche delle loro scelte”. Peccato soltanto che, mentre continuavano a ripetermi di quanto anche loro fossero vittime di quel dolore, coltivassero già la prossima storia in cui gettarsi a capofitto, frequentando persone e programmando il rapporto successivo. Parliamo – lo voglio ricordare – di persone talmente convinte di essere furbe da non rendersi neanche conto del fatto che, prima o poi, sarebbero state smascherate dai dati di fatto, oltre che dalla semplice logica.
Quindi, alla luce di tutto questo, per quale motivo dovrei vergognarmi di raccontare la sofferenza che queste persone mi hanno scagliato addosso? Per quale motivo dovrei stare zitto di fronte al peso di tutte quelle lacrime che continuo a piangere silenziosamente, giorno dopo giorno, per colpa loro? Ma soprattutto, per quale motivo dovrei fingere ed ostentare una felicità che non ho proprio come questa gente è abituata a fare? Per quale motivo devo prendere in giro gli altri solo per dimostrare una felicità che non esiste, non rendendomi conto di stare, anzitutto, prendendo in giro me stesso?
La risposta è davvero semplice: non ho nessuna voglia di prendere in giro me stesso e men che meno gli altri.
La mia sofferenza è vera, reale e concreta, generata da queste misere persone senza cuore, che mi hanno obbligato a distruggere la mia vita e tutti i sacrifici che avevo fatto per portare avanti quei sentimenti veri. Talmente veri che non ho avuto bisogno di buttarmi in un altro “fidanzamento ufficiale” dopo neanche due mesi da quando ho sentito per l’ultima volta quella determinata persona… Talmente veri da non aver necessità di fare chiamate anonime ed inviare messaggi anonimi sui Social mentre dico di essere fidanzato con una qualsiasi persona che fingo di amare. Talmente veri da non aver bisogno di bloccare e sbloccare sulle app di messaggistica una determinata persona per poi bloccarla nuovamente dopo una settimana. I miei sentimenti sono veri, ed è esattamente per questo che le mie lacrime sono vere e frutto di un vero dolore. Ed è esattamente per questo che ho dovuto inventare modi per non sentire il vuoto ed il freddo della solitudine che mi è stata scagliata addosso solo per la voglia di vedermi soffrire.
E lo sanno bene tutti coloro che mi sono rimasti accanto: lo sa bene la mia amica Dayana, che mi ha visto piangere in videochiamata non so per quante volte, fino a questa sera. Lo sa bene Andrea, lo sa bene Luciano, lo sa bene Ylenia, lo sanno bene i ragazzi del mio gruppo musicale, che conoscono perfettamente la mia sofferenza e mi hanno sempre chiesto come potessi riuscire a sopportare quel male così forte da squarciarmi in mille pezzi.
E voi pensate che io abbia necessità di dover fingere di stare bene? La risposta è NO, perché bisogna davvero avere i COGLIONI – e questa volta non mi voglio censurare – per vivere profondamente questo dolore cercando di restare in piedi, cercando qualcosa che riesca a calmarlo, costruendosi occasioni, scappando via nel cuore della notte, macinando chilometri in macchina e sperando che in questo modo il dolore sparisca, ma rendendoti conto che è sempre lì, accanto a te, seduto sul sedile vuoto del passeggero. Non ho avuto bisogno di buttarmi a capofitto nella prossima relazione da vivere soltanto per sovrascrivere il dolore precedente, soltanto per scappare dalla responsabilità del male che ho fatto, soltanto per non pensare alle conseguenze di dolore che il mio gesto ha avuto sui sentimenti e sul cuore di quella persona o illudermi che, facendo in questo modo, non avrei sentito il peso del vuoto che ti resta dentro, dal momento che hai trovato un misero “tappabuchi” per riempirlo. Un “tappabuchi” che non ami, ma che è solo una pedina, uno “strumento” da sfruttare per anestetizzare il dolore. Ed è esattamente questa la differenza tra me e questa gente: io, il dolore, lo sto vivendo in pieno, fino all’ultima goccia, senza trovare scorciatoie o cercare la strada più breve. Perché QUESTO significa essere persone mature.
Non ho avuto bisogno di essere talmente codardo da non avere neanche il coraggio di dire che stavo già frequentando qualcuno, che mi sentivo già con l’ennesima persona da prendere in giro, bruciando tutte le tappe in meno di due mesi ma continuando a chiedere se “stavamo guardando le stesse stelle”. Non ho avuto bisogno di gettarmi a capofitto nell’ennesimo stupido e falso amore ostentato, solo e soltanto per fare vedere agli altri che posso avere quanti amori desidero, dimenticando di aver affermato di essere una persona “estremamente vendicativa e cattiva”, che non ha fatto altro che pescare all’amo la sua prossima vittima, la prossima persona da prendere in giro facendogli credere di stare vivendo il più bello dei sentimenti che possano esistere, ma sfruttandolo soltanto per farsi belli sui social. Come se le persone fossero talmente cretine da abboccare…
Ed io dovrei anche fingere che va tutto bene? Ed io dovrei anche stare zitto facendo in modo che questa gente continui a passare impunita continuando a mettere in atto le loro miserevoli cattiverie? Mi dispiace ma no, non mi appartiene. Sto facendo sforzi immani per non impazzire e per non deflagrare sotto il peso di questo dolore così forte che sento e che non meritavo, come, fortunatamente, tanta gente vede e mi ripete. Ma non resterò mai in silenzio, e non avrò mai bisogno di prendere in giro l’ennesima persona che pesco “a strascico” sul mio cammino. In fondo, è quello che succede quando ci si vanta di poter avere tutte le persone che si desiderano senza nessuna difficoltà.
E questo, lo dico sinceramente, è letteralmente lo schifo più grande che si possa mai mettere in atto. Senza nessuna vergogna.




