Il vuoto

Il vuoto

Il vuoto ritorna, imperterrito, come questa sensazione che non vuol saperne di andare via. Tutto torna con lo sconto, tutto si fa sempre sentire…

Il vuoto. Questa sensazione torna, torna e ritorna, torna con la sua brutta ventata di silenzio e di pensieri, di parole che si rincorrono appresso al niente, e nulla cambia davvero, anche se, in fondo, era davvero l’unica cosa che avresti voluto: le cose cambiano, certo, tu cambi, ti rendi diverso, vedi diversa la realtà ed impari a dargli un altro nome, ma i discorsi sono sempre gli stessi, così come il tempo che non intende cambiare, come le persone che rimangono sempre tali, un po’ come le illusioni, sempre tali, sempre le stesse, sempre identiche, come le situazioni che devi imparare a fronteggiare e tenere bene a distanza, bene a bada per non rendere ancora più difficile ed ancora più complicato ciò che complicato e difficile lo è già.

Mi chiedo perché tutto questo continui a tornare, in loop, costantemente, e. nonostante tutto, non riesco mai a trovare una risposta: trovo solo una realtà che non mi piace, da vivere appresso alla speranza che qualcosa cambi, per magia, quasi miracolosamente, quasi senza far nulla: io, però, non sono certo in grado di pensare che tutto cambi per magia, che tutto cambi in un solo istante senza che prima cambi qualcosa intorno. E no so spiegarmi se è solo per caso che le cose vanno così, ma so per certo che nulla di quel che pensavo adesso c’è.

La stanchezza è tanta, e vedo che niente va per come pensavo andasse: tante illusioni, tanti momenti illusori che sai benissimo che si sfracelleranno in pochissimo tempo contro la realtà con cui dovere fare i conti. E non c’è più nulla a cui credere, più nulla per sperare che qualcosa torni. C’è solo la rassegnazione.

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