Incompletezza insoddisfatta

Incompletezza insoddisfatta

Incompletezza insoddisfatta, lungo questo tempo che mi sembra andare via sempre uguale, quasi come se lo conoscessi fin troppo bene…

Incompletezza insoddisfatta, quando mi accorgo che questo tempo se ne va sempre uguale, sempre identico, sempre lo stesso, come se lo conoscessi fin troppo bene e come se non avessi più voglia di sorprendermi ancora di quel che vedo, di quel che sento, di quel che ho visto già: mi rimane, costantemente, la voglia di fuggire, di andare non so più neppure io dove, mentre la mente se ne va ed inventa un’altra bugia per cercare di sorprendersi… Ma sorprendersi di cosa?

Cosa c’è sa sorprendersi, cosa c’è da aspettarsi, cosa c’è da immaginare in mezzo al gigantesco nulla che fa da cornice a questo tempo, a questa consuetudine, a questa routine fatta di pensieri tutti uguali, di voti, di medesime e precise insoddisfazioni, quando la sola cosa che vorresti è cercare di trovare un vero equilibrio che ti permetta di essere una persona, forse, migliore di così…

M stanca e mi sfianca questo tempo così calendarizzato, così scialbo, quasi scipito, perduto in questo senso insipido dell’avvicendarsi di emozioni tutte identiche, tutte medesime, tutte uguali: servirebbero emozioni nuove, ritornare a sentire il vero emozionarsi, il vero sentirsi completi e realizzati, il vero poter credere che domani sarà migliore insieme, ma fintanto che nulla cambia, che tutto si perde nella stasi del tempo identico, delle stesse consuetudini giornaliere, della stessa solitudine, della stessa vuotezza, sarà veramente difficile cercare di trovare il buono in fondo a questa strada, in fondo a questo sentimento, in fondo a questo senso di non appartenenza.

Credo che basterebbe sinceramente poco per essere un po più felici, eppure quel poco costa immensamente tanto, e nulla torna indietro, tranne la solitudine che resta con il suo innato grigiore giornaliero…

Scrivi un commento