Ingiustizia, istruzioni per l'uso

Ho sempre avuto un rapporto tormentato, difficile, di “idiosincrasia” e repulsione totale verso le ingiustizie e le prevaricazioni sociali in genere.

Giusto qualche notte fa, ripensavo ad un’esperienza capitatami ai tempi della scuola: una vera ingiustizia da sempre passata inosservata ed impunita. Adesso che questo blog, già da qualche tempo, gode di una certa audience, e adesso che ben più d’una persona potrà leggere questo articolo, è decisamente giunto il momento di vuotare il sacco.

La ragazzina più antipatica e secchiona della classe, perchè, che lo sappiate o no, non sono solo i maschietti ad essere definiti “secchioni”, una mezza calzetta mezza tappètta con la puzza sotto il naso di una superiorità che, francamente, non ha mai avuto, probabilmente si sentiva di essere l’unica ragazzina sulla faccia della terra ad avere i capelli biondi e gli occhi verdi, una mattina, decise di copiare un compito in classe, dalla a alla z.

Non ne aveva, probabilmente, bisogno, eppure lo copiò tutto, di sana pianta: estraette dei foglietti dal portacolori, cercò le risposte, una ad una, alle domande del compito stesso, e consegnò, preoccupandosi di ridurre in pezzi infinitamente “piccoli” le prove del compito copiato, quasi scomponendo “protonicamente” quei foglietti che aveva dentro il portacolori.

Lo avevo visto io stesso: nessuno si preoccupò di credere a ciò che avevo detto io.

Arrivò il giorno della correzione del compito: nemmeno a dirlo, il suo compito fu lodato, “perchè aveva preso il massimo dei voti, aveva scritto quasi 10 pagine di risposte”. La cosa forse più grave e codarda di tutta questa vicenda, però, fu il suo non esser riuscita a guardare in faccia coloro che, non copiando, avevano preso voti bassissimi. Lei no, se ne vantava quasi. Peccato che non c’era nulla da vantarsi, ma era l’ennesima ingiustizia passata inosservata, impunita.

Se la cosa può interessarvi, visto che qualcuno lo penserà, non ho niente da “rosicare” nei confronti di quella tizia, ne tantomeno ho rimpianti o risentimenti: la mia vita è stata costellata di ben più d’una soddisfazione, e non è certo quella persona ad essere “mancante” nel tempo intercorso da quel giorno ad oggi. Semplicemente, adesso mi va di essere “politically INcorrect”, “stronzo” se lo desiderate, con l’estrema speranza che stia leggendo queste parole, per farle provare la vergogna più grande non soltanto di aver copiato per intero un compito, ma di essersi anche presa dei complimenti che non meritava, e di non aver avuto gli “attributi” di sfidare lo sguardo di chi, non copiando, prese molto meno di lei! Chissà, magari ha ancora un briciolo di onestà e dignità e si riconosce…

– Foto tratta dal Web –

6 Commenti

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