Italia, ancora un nulla di fatto sul "Wi Fi libero"

Figurarsi se qualcosa andava bene: nuovi problemi all’orizzonte per l’avvio del “Wi Fi libero” in Italia. Scopriamo cos’è successo.

Figurarsi se, in questa povera Italia, qualcosa poteva andare per  il verso giusto: si era vicini all’avvio del cosiddetto “Wi Fi libero” nei locali pubblici, quando un altro inghippo si è messo “in mezzo” a complicare le cose. Una nuova normativa, infatti, prevede che i gestori di locali dove si offre connessione gratuita, devono “tracciare” la navigazione di tutti gli utenti. E questo non è un bene.

Non è un bene per i gestori dei locali, costretti a munirsi di sofisticati programmi di tracciatura, che inducono, ancor di più, a lasciare perdere l’idea di offrire connessione gratuita, e non è un bene per gli utenti, la cui privacy è seriamente in pericolo. Da diverse parti, infatti, arrivano critiche e polemiche per la proposta che, di fatto, rende impossibile l’erogazione del servizio.

Fortunatamente, nei giorni scorsi, sembra esserci stata una modifica, utile forse a “salvare la faccia”: il Wi Fi” torna ad essere libero, eliminando di fatto la tracciatura degli utenti, ma a patto di togliere fondi alla Banda Larga e alla lotta al Digital Divide. Sostanzialmente, resta il “nulla di fatto”: si aggiusta da una parte e si rompe da un’altra. Come dire: “volete il Wi Fi? Benissimo: allora niente Banda Larga!”

Tutto ciò sa di vergogna: un Paese come il nostro che ancora si perde in cavilli burocratici capaci di bloccare importanti innovazioni che permettano di metterci al passo con gli altri paesi in cui la connessione gratuita è realtà da anni. Tutto ciò è inaccettabile, come è inaccettabile l’elevato “digital divide” presente nel nostro paese, di cui ci siamo occupati qualche settimana fa e che, alla luce dei tagli ai finanziamenti dedicati proprio alla lotta di quest’ultimo, rischia di aumentare vertiginosamente!

Alle volte ti fermi a riflettere e dici… “Ma che ci sto a fare ancora qua?”

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