Italia, va ancora male: dati sconfortanti

Sono ancora decisamente sconfortanti i dati relativi al nostro Paese, ecco perché.

Come vanno le cose in Italia? Purtroppo ancora, decisamente, male: nonostante qualcuno parli di lenta e timida ripresa, di segnali incoraggianti e di nuove speranze, i dati sembrano confermare una realtà non proprio positiva.

Partiamo dal dato che vede il 43% dei pensionati con pensioni che non arrivano neppure a 1000 Euro al mese. Già questo fa capire che le cose non vanno come dovrebbero: in media, un pensionato percepisce qualcosa come 500 Euro. Decisamente una miseria per campare quantomeno dignitosamente. Se questo dato, già drammatico di per se, non bastasse, parliamo delle famiglie italiane, che spendono sempre meno e tagliano anche sulla qualità del cibo acquistato. L’anno scorso, ad esempio, le famiglie hanno speso il 3% in meno rispetto all’anno precedente. Pochi soldi significa, necessariamente, tagliare dove possibile. E non è ancora tutto: intanto sono raddoppiati i poveri, divenuti l’8% della popolazione nazionale, e non va bene neppure per chi ha la fortuna di avere un lavoro, falcidiato dalla crisi. Sei milioni di persone sono “poveri assoluti”, praticamente nullatenenti. Figurarsi, poi, se si salvano i giovani: guai anche per loro, specialmente al Sud, dove la disoccupazione si aggira al 60%, secondo le stime Diste 2014. Dati praticamente vergognosi: peraltro, nota curiosa, sono sopratutto le donne ad essere disoccupate, ma ciò cambia poco la situazione. E’ chiaro che la crisi crea diversi problemi, compresa la possibilità di pagare tutto e tutti: a Palermo, ad esempio, un condomino su quattro è moroso con ritardi anche gravi, senza contare i solleciti ricevuti per acqua, luce e gas in scadenza. Sempre per la crisi, crolla il commercio al dettaglio e riescono a salvarsi solo i discount: crolla il consumo di beni di prima necessità, come ad esempio la pasta e l’olio. E che si fa, quindi, per tentare di risolvere una situazione al limite? Si fugge via dal “Bel Paese”, a qualsiasi età, in qualsiasi situazione. Orde di giovani e meno giovani vanno via verso altre mete, così come accadeva, all’inizio del secolo scorso, per chi partiva verso l’America in cerca di maggior fortuna. Nuovi emigranti dell’epoca moderna, che chiedono soltanto di vivere dignitosamente, in un paese che li accolga come, purtroppo, l’Italia non è riuscita a fare.

E allora, viene da domandarsi: di quale “lento miglioramento” stiamo parlando? Perché non guardiamo, seriamente, in faccia la realtà, e ci accorgiamo di come “l’orlo del baratro” sia stato superato da un bel pezzo? Come si può essere ottimisti di fronte a tali cifre? Sopratutto, come si può non dar ragione a chi decide di andare via? Riflettiamoci…

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