L'abuso psicologico: ecco cosa si prova!

L'abuso psicologico Ecco cosa si prova

L’abuso psicologico: ecco cosa si prova. Cosa significa viverlo? Ve lo racconto attraverso questo brano, tratto da fatti reali.

L’abuso psicologico: ecco cosa si prova. E no: non è bello per niente.

…E anche oggi ci avevo sperato. Ci spero sempre che tu possa dedicarmi del tempo, ma anche oggi, come fai da anni, ormai, continui a prendere scuse per non farti vedere. E poi lo sai che mi fai del male, ma non riesco più ad avere la forza di reagire. Cerco, stupidamente, di dire che questo non è giusto, ma se provo a parlarti blocchi ogni comunicazione, mi blocchi ovunque, mi chiudi il telefono in faccia e mi dici che non ho alcun diritto a non essere d’accordo, e se non mi va bene conosco la strada. Eppure, sembravi tanto una persona matura. Eppure, sembravi veramente capire i miei bisogni, e sembravi aver capito perfettamente che avevo profonde ferite dal mio passato, che tu avresti dovuto curare…

…E invece, anche oggi ho trascorso il pomeriggio a piangere, a chiedermi perché mi fai del male e come fai a non provare dolore nel farmi soffrire così… Anche oggi ho cercato di capire perché abusi di me in questa maniera e come fai ad essere una persona così spietata e senza nessuno scrupolo. Anche oggi hai usato le mie ferite, le mie cicatrici per farmi del male, come fai, ormai, da mesi, mesi e mesi. Ho provato a dire che non ero d’accordo, ma, come sempre, hai cominciato ad essere prepotente, e a ricordarmi che non posso permettermi di ribellarmi al tuo comportamento, perché altrimenti mi punisci con il silenzio, perché altrimenti userai le mie ferite ed il mio dolore per farmi ancora più male. E quello che mi distrugge è che non vedi altro che la tua stupida persona. Non vedi altro che il tuo infimo e stupido tornaconto. Mi hai obbligato a seguire le tue regole, e hai obbligato questo rapporto a seguire le tue imposizioni, e se per caso non sono d’accordo, la tua prepotenza sembra volermi ricordare che non ho nessun diritto di ribellarmi.

Oggi, mentre io ero lì a distruggermi gli occhi con le lacrime, non so nemmeno dov’eri, e non ti è neppure fregato qualcosa del male che mi stavi facendo. Stai cercando, lentamente, di annichilirmi ed annullarmi, di distruggermi ed impedirmi di avere anche solo una reazione. Ma te lo giuro… Le mie lacrime, prima o poi, mi daranno la forza di rialzarmi, e tutti sapranno il male che mi hai fatto. E tutti sapranno come mi hai distrutto.

Mi chiedo soltanto perché. Perché non provi dolore nel farmi coscientemente del male?

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