
L’indifferenza volontaria è una subdola forma di violenza silenziosa, che tutti noi dovremmo imparare a riconoscere e combattere…
L’indifferenza volontaria è una subdola forma di violenza silenziosa, che dobbiamo imparare a combattere con tutte le nostre forze…
Provateci voi. Provatelo sulla vostra pelle. Provate cosa significa parlare, buttare fuori tutto il dolore, il dispiacere, la tristezza, la desolazione che hai dentro per poi renderti conto che il tuo interlocutore sbadiglia, sta giocando con il cellulare, è completamente nel suo mondo e non ha seguito una sola e singola virgola di quello che gli avete detto, o, al massimo, ti risponde qualcosa che non c’entra completamente niente. Provatelo sulla vostra pelle e vi renderete conto del male che fa questa vera e propria forma di subdola violenza silenziosa ed invisibile, messa in atto volontariamente e con la precisa volontà di fare del male portandoti, lentamente, alla disperazione più totale. Credevo di essere completamente folle o pazzo nel rendermi conto di questa situazione, tanto che ho anche chiesto a ChatGPT, che, per fortuna, mi ha aperto gli occhi, facendomi capire che non è affatto una mia follia. Si tratta di una vera e propria forma di violenza e di abuso altamente lesivo sul piano umano, personale e psicologico, perché è un comportamento che fa capire quanto tu non abbia nessun valore, quanto le tue parole e le tue necessità siano completamente inutili per il tuo interlocutore. “Non sei degno della mia attenzione”. Ed è esattamente il modo in cui mi sento. Si tratta di una vera forma di manipolazione passiva, di vero abbandono emotivo le cui cicatrici sono profonde e radicate. Ma alla fine, voi, che ne potete sapere? Che ne potete sapere di cosa significa subire queste mortificazioni? Che ne potete sapere di cosa significa arrivare a dubitare di te stesso attraverso dinamiche così subdole che scatenano un dolore fisico inimmaginabile ma invisibile? Le aree cerebrali coinvolte da questo tipo di dinamiche sono proprio quelle che scatenano il dolore, ma la gente che ne sa? Alla fine, le cicatrici le porti dentro tu, alla fine sei tu quello che soffre senza che la gente se ne renda conto. Alla fine sei tu quello che cominci a dubitare di te e della tua lucidità, quello che arriva a prendersi colpe che non ha, perché queste dinamiche non fanno altro che manipolarti, continuamente e costantemente.
Ed io sono stanco di stare zitto.




