La malinconia arriva come un pugno nello stomaco

La malinconia arriva come un pugno nello stomaco

La malinconia non ti avverte, ed arriva, improvvisa, come un pugno dato in mezzo allo stomaco, senza darti la possibilità di reagire…

La malinconia, talvolta, diventa una bestia bruttissima, che ti prende quando non te l’aspetti: basta, davvero, un nulla, un niente per rendetti conto che sei caduto nella sua trappola.

Basta, ad esempio, rivedere una foto, rileggere una data, rivivere un luogo, e di colpo scatta quel maledettissimo effetto domino che ti porta, irrimediabilmente, a ritrovarti dentro un turbine di ricordi, di parole, di voci, che, logicamente, chiaramente, non ci sono più.

Talvolta, tutto ciò ti manca, e ti manca in maniera irrimediabile, e ti manca in maniera forte, in maniera che non riesci neppure tu a comprendere, e per qualche istante, con la mente, riesci addirittura a tornare indietro ad un tempo che fu, quasi come se lo stessi vivendo in questo istante: ti fermi, non capisci più nulla, e ti estranei totalmente e completamente dal qui e ora, per vivere una dimensione tutta tua, fatta di ricordi, fatta di parole, fatta di gente, di fatti, di amore, di sentimenti, che, adesso, non vivono completamente più. Non ti rendi conto che sei dentro quel viaggio che la tua mente ha realizzato, e per qualche minuto il tempo non esiste più, e si sposta in una dimensione parallela, fatta del tempo trascorso che non può più tornare.

Incredibilmente, poi, basta un nulla, basta una brezza di vento, basta un colpo di tosse, una luce, un rumore, un qualsiasi stimolo, e ritorni, con forza, alla realtà, con i piedi per terra, come se fossi sbattuto giù dalla gru su cui ti trovavi fino a qualche secondo prima. E ti accorgi che era solo illusione, e che, realmente, non ti è rimasto nulla.

E’ la malinconia: non ha pietà. Lei ti prende e basta.

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