La mancanza che nasce dal nulla

La mancanza che nasce dal nulla

Cosa resta alternativamente al nulla? Una grande, enorme, mancanza, fatta di attimi e di paure che vorresti sciogliere nella concretezza di un abbraccio…

Dal nulla nasce la mancanza, sopratutto se il nulla è l’unica alternativa: riflettevo su questa frase che, un amico, mi ha detto qualche giorno fa, riflettendo, insieme, sulla vita e sulle vicissitudini personali recenti e meno recenti. Riflettendo e mi rendo conto di quanto tutto questo sia tremendamente e maledettamente reale.

Qual’è l’alternativa a tutto questo? In fondo, cosa rimane alternativamente ad un gigantesco vuoto che il tempo senza non riuscire a riempire? Resta, appunto, un gigantesco dolore, che difficilmente si riesce a colmare con il mero pensiero della libertà, anche perché la troppa libertà diventa, paradossalmente, deleteria e fa male, perché è giusto riconoscere i propri spazi ed il proprio tempo, ma è altrettanto giusto uno spazio di condivisione, in cui ogni parola, ogni frase, ogni singolo momento viene sempre concluso con un abbraccio, di cui tante e troppe volte c’è bisogno.

Poteva anche essere deleteria e tossica l’alternativa, non posso dire di no, ma era pur sempre un’alternativa vera, fisicamente presente, che ha saputo regalarmi tanti bei momenti e tante belle sensazioni, tra risate, gioie, dolori, dispiaceri e momenti condivisi e vissuti… Certo, i sentimenti, talvolta, finiscono davvero per delle gigantesche stronzate, e te ne rendi conto solo dopo tanto e troppo tempo… Sul momento non te ne accorgi, anche perché sei troppo preso dalla foga degli eventi e dal bruciore delle ferite, ma, ad un certo momento, non puoi non pensare che nulla è davvero impossibile da realizzare. Basta solamente volerlo, basta solamente averne contenzza e consapevolezza. Basta solo la volontà: mancando quella, quasi sempre gli amori muoiono in una lenta eutanasia di dolore e di dispiaceri inutili, che potremmo tutti risparmiarci per vivere, davvero, più sereni e più completi!

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