La maschera della quotidianità per fuggire dai nostri dolori

La maschera della quotidianità per fuggire dai nostri dolori

La quotidianità diventa per noi una maschera, utile a fuggire dai nostri dolori, utile a non farci pensare, a non farci soffermare su tutto il resto…

La quotidianità diventa una maschera, necessaria a permetterci di andare via dai nostri dolori, via dai pensieri che ci fanno male, via da quella realtà che finisce, sempre, per farci soffrire in qualche modo. Così, capita molto spesso che per non sentire la tristezza riempiamo il nostro tempo di lavoro e di cose da fare, fino a farci del male senza neppure accorgercene…

Non facciamo altro che aggiungere cose da fare ad altre cose da fare, e continuiamo ad illuderci di essere felici e davvero realizzati, senza che ci manchi nulla, senza che nulla sia fuori posto, senza che qualcosa vada nel verso sbagliato: semplicemente, continuiamo a credere che la quotidianità sia l’unica strada in grado di farci cambiare i pensieri, quando in realtà è più a fondo che dovremmo scavare…

…Ma scavare, scavare, scavare… Sono anni che scavo dentro di me, tento di capire, tento di comprendere, tento di andare a fondo di tutti i problemi e quasi mai riesco, davvero, a venirne fuori, come se il mondo fosse diventato una pagina senza colori, una fotocopia sbiadita di cui ricordo i contorni, di cui ricordo i colori vividi e splendenti, ma del quale è rimasto poco o nulla, tranne quel pochettino che la mente si limita a ricordare.

Ti ripetono che devi continuare a sperare, che devi continuare a crederci, che devi continuare a mettercela tutta e vivere giorno dopo giorno, ma verso cosa sto andando? Verso cosa stiamo andando? Verso quale tempo, verso quale spazio, verso quale destino?

E intanto, i giorni passano tutti uguali, identici, silenziosi, come se questo tempo si fosse congelato e avesse lasciato, dietro e davanti a se, pagine ingrigite e monocromatiche…

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