La paura che la gente non vede

La paura che la gente non vede

La paura che la gente non vede, mentre esplodi dentro e nessuno se ne rende conto. Ma tu lo sai, lo senti. Eccome.

La paura che la gente non vede, ma c’è. Enormemente.

A volte hai paura. Hai paura di tutto. Hai paura del futuro, hai paura di quello che succederà domani, hai paura di non riuscire più a costruirti una vita, di non riuscire ad avere un orizzonte, di non riuscire a capire cosa fare per cambiare le cose, di non riuscire più a capire che ne sarà di te, che ne sarà del tuo tempo, che ne sarà di questo vivere a cui non riesci neppure a dare un nome… Eppure, la gente non lo vede. La gente non se ne accorge, non se ne rende neppure conto: ti vede e pensa che vada tutto bene, che tu stia bene, che tu non abbia nulla a cui pensare, nulla che ti faccia stare male davvero. Però non è così. Non è affatto così, ma la gente non lo vede, mentre tu esplodi dentro e perdi parole e respiro, perdi la possibilità di immaginare un futuro e il desiderio di vedere ancora un domani a tua misura. Il tempo passa e corre inesorabilmente e senza possibilità di appello, e tu resti quasi immobile mentre hai come la sensazione che il mondo, intorno a te, continui a correre e vada sempre più veloce, e vada sempre più in fretta mentre tu resti indietro, rimani al palo e sai che dovresti anche reagire, ma ti manca proprio la forza, il mordente. Resti immobile ed impotente a renderti conto che non hai la forza di cambiare quello che non va, pur con la consapevolezza che sei solo e non puoi certo fare affidamento su nessuno. L’ansia ti divora, ti manca il respiro, pensi di essere nella condizione di stare perdendo la vita o di aver già perso il meglio che il tempo aveva da darti. Ti perdi nell’inquietudine, nel tempo infinito che ti fa scivolare sempre più giù come fosse un tunnel sempre più buio da cui è completamente impossibile uscire. Vorresti urlare tutto il dispiacere e l’ansia che hai dentro, ma nessuno ascolta, perché ognuno ha da vivere la sua vita, e se ti ascolta fa spallucce e ti ripete che non può fare niente per te, perché è colpa tua, perché sei tu che ti sei andato a cercare quel vivere. Avresti dovuto accettare anche di essere infelice, ma con una maggiore stabilità personale ed interiore, e al diavolo tutti quei discorsi sugli anni persi a studiare, persi a cercare di capire quale fosse la tua strada. Quella inquietudine si fa sempre più forte, e intorno a te continui a vedere quella gente che non sa neppure cosa significa davvero vivere, cosa significa davvero piangere lacrime amare per farcela ogni giorno, da soli, abbandonati e senza nessuno che ti aiuta. Non c’è nessuno che ti aspetta la sera, e non c’è nessuno con cui parlare se senti quella stessa inquietudine.

Ti senti esplodere. Esplodi. Urli. Ma nessuno ascolta. O forse, nessuno preferisce ascoltare.

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