La pesante responsabilità di gestire un "Blog da Record"

La pesante responsabilità di gestire un Blog da Record

La pesante responsabilità di gestire un “Blog da Record”, metafora di chi, come me, ha preso la più importante decisione della sua vita: quella di non arrendersi!

La pesante responsabilità di gestire un “Blog da Record”, metafora di chi, come me, ha deciso di NON ARRENDERSI.

Qualche giorno fa ho rilasciato un’intervista per un noto Sito Web d’informazione Nazionale: mi rendo ampiamente conto di quanto sia quasi impossibile raccontare di se senza cadere nella becera autocelebrazione, eppure mi è parso così strano che una troupe giornalistica, dei giornalisti di una redazione, si occupassero di me e del mio Blog raccontando la mia personale vicenda alla ribalta nazionale, ma, contemporaneamente, mi sono reso conto di quanta responsabilità io abbia, personalmente, ancora oggi, nel portare avanti il mio Blog da quasi vent’anni, consapevole di quanti record ho abbattuto quasi senza – paradossalmente – rendermene conto.

Si, il mio “Bar Giomba” è stato definito “Blog da Record”: quasi provo una certa forma di timidezza nel dirlo, eppure è esattamente la sua storia, che si snoda lungo questi quasi venti anni di attività, che lo hanno portato, oggi, ad essere il Blog più aggiornato in Italia in assoluto, oltre ad essere tra i tre più antichi ancora in attività, dall’alto delle oltre dieci milioni di visite uniche che segna, come dimostrato da una ricerca recentemente commissionata. Molti Blog, infatti, anche se hanno iniziato prima di me, quel 4 Maggio 2004, si sono persi nelle pubblicazioni: io, invece, imperterrito, testardo, caparbio, lo aggiorno trecentosessantacinque giorni all’anno, ogni giorno, sette giorni su sette, perché credo in ciò che faccio, ma, soprattutto, semplicemente perché mi fa stare bene.

In un passaggio dell’intervista, infatti, raccontavo esattamente questo: credo che scrivere, aggiornare il mio Blog, sia quasi una sorta di “autoterapia”, raccontando me stesso, le mie emozioni, i miei sentimenti, le mie ansie, le mie paure, le sconfitte, le vittorie e le rinascite, e questo mi fa comprendere che scrivo per piacere, ma scrivo perché davvero mi fa stare bene, e probabilmente è anche questo che rende il mio spazio online ancora più denso di significato, al netto di tutti i record abbattuti.

C’è qualcosa di più, però, su cui riflettevo: la responsabilità. Si, la responsabilità di gestire uno spazio che esiste da quasi venti anni – ancora prima che esistesse Salvatore Aranzulla e i suoi tutorial, che mi fregio di aver intervistato quando ancora non era l’Aranzulla che tutti conosciamo, o prima di Youtuber famosi, come ad esempio Yotobi, che ha iniziato oltre due anni dopo di me – è importante e la sento pienamente, perché so di stare lasciando una traccia importante del mio cammino, della mia presenza, e so benissimo che nel mio Blog c’è praticamente metà della mia vita, di racconti, di storie, di amori, di speranze, delle certezze d’un tempo divenute una realtà ben diversa, e se questo, da un lato, mi fa quasi paura, da un’altra parte, per una santa volta, mi rende orgoglioso, e mi fa venire voglia di urlare un gigantesco vaffanculo a tutta quella gente che non ha mai creduto in me, a quelli che hanno sempre cercato di mettermi i bastoni tra le ruote, cercando di farmi desistere. E ancora, è un colpo da KO per i bulli ed il dolore che mi hanno inferto negli anni della scuola, e per tutti gli odiatori della rete e la loro misera fasullagine nel sentirsi immortali dietro un etereo anonimato, che li rende soltanto simili ai famosi attributi maschili ben noti al pubblico.

È una grande responsabilità, soprattutto, in questo mondo che cambia: mi sento sempre più spesso dire che i Blog hanno ormai fatto il loro tempo, che “sono morti” e sono diventati anacronistici. Beh: mi pare proprio che la storia del “Bar Giomba”, e la sua attività che continua giornalmente, vada a smentire queste voci, anche perché è una tra le creazioni di cui vado in assoluto più fiero. Qualsiasi cosa sia presente sul mio spazio online mi appartiene, è stata creata da me, con il mio ingegno, il mio tempo, la forza e i sacrifici che investo giornalmente. Ho atteso per anni, silenziosamente, che arrivasse il giorno in cui poter raccontare la mia storia, e pare proprio che quel giorno sia arrivato: forse è una storia simile a quella di tanta gente e di tanti ragazzi che, al contrario di me, non hanno un megafono così importante e seguito come quello che ho creato con grande fatica, ma, di base, credo che “Bar Giomba” rappresenti molto di più.

È la metafora di chi ha deciso di non arrendersi. Nonostante tutto, nonostante tutti.

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