La rabbia di un'ingiusta solitudine

La rabbia di un'ingiusta solitudine

La rabbia di un’ingiusta solitudine, come se, tra l’altro, esistessero “solitudini giuste”: eppure, fa male, fa atrocemente male…

La rabbia di un’ingiusta solitudine, anche se so benissimo che quasi mai esistono solitudini “giuste”, ci mancherebbe pure: nonostante tutto, però, fa male, fa atrocemente male, ed è maledettamente difficile fare finta che tutto vada bene, che tutto sia tranquillo, che tutto sia sereno, quando invece ti senti crollare il mondo addosso, e non puoi fare finta di niente, ma sei sempre costretto a fare finta di nulla, perché c’è sempre qualcuno che dipende da te, e non puoi certo permetterti il lusso di essere debole, di soffrire anche solo lontanamente, non sia mai!

Eppure, la solitudine ti divora silenziosamente, un pezzo alla volta, e tu rimani li, a farti divorare sperando che cambi qualcosa, ma la rabbia monta ancora di più nel rendersi conto che nulla cambia, e tutto resta, maledettamente, com’è: cerchi soluzioni, cerchi idee, cerchi speranze, provi a pensare a come le cose possano andare diversamente, a come le cose possano evolversi in qualche maniera positiva, e non riesci mai a venirne a capo in nessun modo, tranne che con altra sofferenza che muta in rabbia.

Rabbia perché sai di non meritare tutto questo, rabbia perché sai benissimo che non era la vita, non era il destino, non era il tempo che avresti voluto vivere, mentre invece ti ritrovi, ancora una volta, a star male, a guardare questo mondo che continua, serenamente, a girare, come se nulla stesse accadendo, mentre ti senti esplodere un pezzo per volta!

La cosa che fa più male, in fondo, è rendersi conto di come, chi abbiamo intorno, spesso non capisca il nostro stato d’animo, e si limita a bofonchiare qualcosa. Ma che ne sa, certa gente, di cosa significa portarsi appresso una sofferenza così forte, ogni santo giorno?

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