La solitudine è spesso una violenza

La solitudine è spesso una violenza

La solitudine è spesso una violenza, subdola ed invisibile agli occhi degli altri, ma che distrugge chi la prova in prima persona…

La solitudine è spesso una violenza: solo chi la prova su di se lo può capire davvero…

So che quelle che sto dicendo sono parole molto forti, e sento altrettanto forte la responsabilità di ciò che vado a dire: eppure, nonostante abbiamo più volte parlato dell’importanza della solitudine, e dell’importanza del saperla gestire e renderla una risorsa per diventare più forti, dobbiamo altrettanto ammettere che, nella maggior parte dei casi, la solitudine è una vera violenza.

Lo dico parlando anche (e soprattutto) per esperienza personale: nella mia vita ho subìto tantissime volte il dispiacere e la distruzione interiore dell’aver bisogno di compagnia, dell’aver bisogno anche solo di una persona accanto per parlare, per scambiare quattro chiacchiere e due risate, giusto per spegnere un po’ i tanti e troppi pensieri, e subire la violenza del doverci rinunciare forzatamente. Chi non lo vive in prima persona, non può capire cosa si prova nei momenti in cui avverti la fortissima voglia di volerti godere un sabato sera d’estate, o una fresca sera di primavera, e avresti voglia di farlo con la compagnia giusta, parlando, raccontando, facendo in modo che il tempo scorra veloce e lento allo stesso tempo… Poi, però, ti rendi conto che sei schifosamente da solo. In qualche modo, cominci a chiamare e scrivere ad un po’ di persone, ma ti rendi conto che nessuna di queste ha tempo per te: hanno già altri impegni, altri programmi… Ed è esattamente in quei momenti che dentro te senti una bruttissima sensazione di distruzione interiore. Inizi a porti tante domande: “perché io?”, ” perché non mi è permesso di avere compagnia come a tantissima altra gente?”, ” perché sono condannato, ancora una volta, alla solitudine?”

In un niente, ti ritroverai quasi sicuramente ad avere a che fare con il solito “furbo fintamente saggio” di turno, che ti ricorderà come tu non abbia bisogno di nessuno. “Puoi viverti ugualmente le serate e la vita anche se sei solo come un cane”, ti dirà: peccato che questo povero mentecatto non si renda conto del fatto che da solo non puoi sfogarti, da solo non hai nessuno con cui parlare, da solo resti in silenzio, da solo non puoi condividere idee, parole, immagini. Insomma: la solitudine, tante e troppe volte, si rivela una vera e propria forma di violenza, e mi permetto di dirlo – lo ripeto – perché spesse volte sono stato invisibile agli occhi degli altri, esattamente come sono state invisibili le mie lacrime e gran parte del mio dolore. Vorresti urlare tutto quello che hai dentro… Eppure, la sola cosa che ti resta è arrenderti. Sei da solo e non puoi fare molto, tranne che reprimere, tristemente, la tua voglia di passeggiare, e di godere del fresco della sera. Semplicemente, a te non è permesso: non ne hai alcun diritto.

E se non è una forma di violenza questa, ditemi voi cos’è…

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